Samurai Jay in vetta alla classifica Fimi, il dopo-Festival premia "Ossessione"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A una settimana esatta dalla proclamazione del vincitore, i numeri veri, quelli delle vendite e degli streaming, ridisegnano la geografia del Festival di Sanremo consegnandoci una classifica che poco ha a che fare con l’ordine di arrivo sul palco dell’Ariston. A guidare la Top of The Music Fimi/NIQ, la graduatoria ufficiale dei singoli più venduti e ascoltati in Italia, ci finisce infatti “Ossessione” di Samurai Jay. Il cantautore, che nella serata finale della kermesse si era dovuto accontentare della diciassettesima piazza, conquista ora il primo posto davanti a tutti, dimostrando come il gradimento del pubblico da casa, una volta libero dai meccanismi del televoto e delle giurie, possa premiare dinamiche completamente diverse.

Dietro di lui, a comporre un podio che profuma di rivincita, si piazzano il vincitore ufficiale del Festival, Sal Da Vinci, con il suo “Per sempre sì”, e la rivelazione Sayf, stabile con “Tu mi piaci tanto”. La top dieci, va detto, è una fotografia nitida dell’effetto traino della manifestazione: tutte le posizioni sono occupate da brani transitati dall’Ariston, con Ditonellapiaga, Fedez e Masini, e Fulminacci a completare i primi posti. È un’egemonia totale, quella delle canzoni in gara, che si riverbera con forza anche nelle piattaforme di streaming, dove Samurai Jay macina numeri da capogiro, spesso superando colleghi piazzatisi meglio di lui nella competizione canora.

Il dualismo tra radio e piattaforme digitali

Se lo streaming incorona “Ossessione”, il versante radiofonico racconta un’altra storia, fatta di scelte editoriali e programmazioni mirate. In cima all’airplay, la classifica EarOne, troviamo infatti “Che fastidio!” di Ditonellapiaga, un brano che all’Ariston aveva fatto parlare di sé e che ora conquista i passaggi in FM, tallonato a stretto giro da “Male necessario” di Fedez e Marco Masini e da “I romantici” di Tommaso Paradiso. La cantante, forte anche della vittoria nella serata delle cover, si conferma quindi un nome capace di tenere banco, sebbene nella hit dei singoli fisici e digitali debba accontentarsi della quarta piazza, fuori dal podio ma sempre in scia ai primissimi.

Questa divaricazione tra ciò che funziona in streaming e ciò che viene invece spinto dalle radio è il termometro di un panorama musicale sempre più segmentato. Da un lato c’è la forza travolgente delle playlist, che premiano l’immediatezza di un pezzo come quello di Samurai Jay, dall’altro il potere di persuasione dei passaggi radiofonici, che possono allungare la vita di un brano o decretarne il successo popolare più ampio. I 30 big in gara, in ogni caso, occupano quasi per intero le prime trenta posizioni della classifica generale, segno che l’attenzione del pubblico, a pochi giorni dai fuochi d’artificio finali, rimane saldamente ancorata ai pezzi ascoltati sul palco ligure.

L’impatto sulle classifiche degli album e il confronto con l’edizione passata

Diverso il discorso per quanto riguarda i dischi. La classifica degli album più venduti, sempre a cura Fimi/NIQ, mostra una tenuta del mercato discografico tradizionale che non sempre viaggia di pari passo con i singoli. In vetta, infatti, resistono nomi come Kid Yugi con “Anche gli eroi muoiono” e Geolier, mentre i progetti legati ai sanremesi si fanno strada più lentamente: Luchè con “Il mio lato peggiore” risale fino alla quinta posizione, tallonato dalla compilation ufficiale del Festival e da Ermal Meta, che debutta al settimo posto con “Funzioni vitali”. È un dato che racconta di un pubblico che per l’acquisto o l’ascolto integrale di un lavoro discografico richiede probabilmente più tempo, lasciando che la copertura mediatica post Festival faccia decantare le preferenze.

Il confronto con l’edizione del 2025, peraltro, inizia a delineare un quadro in leggero deficit, come emerge dalle prime rilevazioni complessive: l’assenza di un brano dominante in grado di catalizzare su di sé l’attenzione in modo trasversale su tutte le piattaforme, dalla radio allo streaming, rende il quadro più frammentato rispetto all’anno precedente. E se su YouTube a farla da padrone è ancora il vincitore Sal Da Vinci con il videoclip di “Per sempre sì”, tallonato dai visual di Sayf e del duo Lda e Aka7even, la sensazione è che la gara vera, quella per restare in classifica e conquistare il pubblico estivo, sia appena cominciata.

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