Putin vuole incontrare Trump negli Emirati, ma senza Zelensky. Intanto Kharkiv colpita dai droni russi
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Redazione Esteri
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Vladimir Putin ha proposto a Donald Trump un vertice bilaterale negli Emirati Arabi Uniti, escludendo dalla trattativa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Dopo un pomeriggio di smentite e incertezze, il tycoon americano ha confermato la possibilità dell’incontro, ribaltando quanto annunciato solo due giorni prima, quando aveva parlato di un possibile faccia a faccia a tre. Il Cremlino, da parte sua, ha precisato che Putin non è disposto a sedersi al tavolo con Zelensky, pur confermando i preparativi per il colloquio con Trump.
La svolta arriva a sette mesi dall’insediamento di Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di chiudere la guerra in Ucraina «in 24 ore». Sebbene l’annuncio del vertice possa far intravedere una distensione, gli Stati Uniti sembrano intenzionati a procedere con nuove sanzioni secondarie contro Mosca, segnale di una strategia che alterna pressioni e aperture. Trump, del resto, ha ribadito che Putin «non è obbligato a incontrare Zelensky», lasciando intendere che le eventuali contromisure economiche dipenderanno dalla risposta del Cremlino.
Mentre la diplomazia prova a muoversi, la guerra continua a colpire sul campo. Nella notte tra il 7 e l’8 agosto, un attacco russo con droni ha centrato un edificio per uffici nel distretto Saltivskyi di Kharkiv, provocando un incendio e ferendo almeno due persone. I vigili del fuoco hanno impiegato ore per domare le fiamme, che si erano propagate su quattro piani della struttura. L’episodio, uno dei tanti che hanno segnato l’estate ucraina, arriva nello stesso giorno in cui Trump ha minacciato ritorsioni economiche contro Mosca, definendosi «deluso» dalle sue mosse recenti.




