La Francia spezza i legami con Palantir e sceglie la via dell'autonomia digitale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La decisione, giunta direttamente da Palazzo Matignon per voce del primo ministro Sébastien Lecornu, segna una svolta epocale nelle politiche di sicurezza nazionale dell'Esagono: la Direzione generale della sicurezza interna, la DGSI, interromperà progressivamente la collaborazione con il colosso statunitense Palantir, la controversa società fondata da Peter Thiel, per affidare la gestione dei propri flussi di dati critici a un'alternativa francese, ChapsVision, in un'ottica di riconquista della sovranità tecnologica che da anni anima il dibattito politico

Transalpino. L'annuncio, diffuso tramite un video sui social network alla vigilia dell'apertura del salone VivaTech di Parigi, non giunge in un contesto di improvvisa tensione, bensì come il coronamento di un percorso di progressiva disaffezione nei confronti di uno strumento ritenuto, ormai, troppo pericoloso per le sorti della sicurezza nazionale, dal momento che la dipendenza da fornitori stranieri in un settore delicato come quello dell'intelligence appare, agli occhi del governo francese, una ferita aperta da rimarginare al più presto.

I motivi di una rottura annunciata

La mossa, che di fatto vanifica il rinnovo contrattuale siglato solo a dicembre del 2025 con Palantir per un triennio, è stata giustificata da Lecornu con la necessità di "costruire una reale autonomia strategica", un mantra che riecheggia con forza nei corridoi delle istituzioni europee, da quando gli Stati Uniti hanno dimostrato, con la recente stretta sulle esportazioni di modelli di intelligenza artificiale avanzata, di poter "chiudere il rubinetto" dell'accesso a queste tecnologie in qualsiasi momento.

Il riferimento esplicito, sebbene non menzionato direttamente da Lecornu nel suo intervento integrale, va alle decisioni dell'amministrazione statunitense che hanno imposto ad Anthropic di limitare l'accesso ai suoi modelli più evoluti, un atto che ha scosso le certezze degli alleati europei sulla tenuta di un partenariato tecnologico ormai percepito come squilibrato e subalterno.

Non si tratta, dunque, di una scelta dettata da mere valutazioni economiche, ma di un atto politico di alto profilo, volto a sottrarre i dati sensibili dei cittadini e le infrastrutture critiche dello Stato dalla sfera di influenza di un'azienda che, per sua stessa natura e storia, è strettamente legata agli apparati militari e di intelligence statunitensi, come dimostra il fatto che Palantir sia nata con il sostegno della CIA per far fronte alle carenze emerse dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

L'alternativa francese: ChapsVision

Al posto del gigante americano, subentrerà quindi ChapsVision, una realtà imprenditoriale nata nel 2019 che, nonostante un fatturato di 200 milioni di euro (ben lontano dai 4,5 miliardi di dollari di Palantir), si è ritagliata un ruolo di primo piano nel panorama europeo della data analysis, riuscendo a garantirsi, tra l'altro, anche un contratto con i servizi di sicurezza interni tedeschi, il che dimostra una capacità di penetrazione nel mercato continentale tutt'altro che trascurabile.

La piattaforma di ChapsVision, che verrà implementata gradualmente nel corso dei prossimi uno o tre anni per evitare soluzioni di continuità in un ambito delicato come quello della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, andrà a sostituire i sistemi Foundry e Gotham di Palantir, questi ultimi utilizzati dalla DGSI fin dal 2016 per incrociare e analizzare enormi moli di dati, che spaziano dalle comunicazioni telefoniche alle immagini satellitari, fino ai profili biometrici e alle conversazioni sui social network.

La transizione, come precisato dalla stessa Palantir in una nota ufficiale, sarà gestita in modo da garantire la continuità operativa dei servizi, e il contratto in essere rimarrà formalmente valido per alcuni anni, durante i quali le due architetture coesisteranno prima del subentro definitivo del fornitore nazionale.

Il contesto europeo e gli investimenti nell'AI

Questa scelta di campo, che colloca la Francia in prima linea nella battaglia per la sovranità digitale, si inserisce in un movimento più ampio che sta coinvolgendo diversi paesi europei, i quali guardano con crescente preoccupazione all'egemonia tecnologica statunitense: se la Germania ha già annunciato l'intenzione di abbandonare gli strumenti di Palantir per abbracciare soluzioni analoghe a quelle di ChapsVision, nel Regno Unito sono in corso revisioni critiche riguardo ai contratti milionari siglati dal servizio sanitario nazionale con l'azienda di Thiel, mentre il sindaco di Londra ha

Bloccato un accordo con la polizia metropolitana per motivi legati al rapporto qualità-prezzo.

Parallelamente alla sostituzione del fornitore, il governo francese ha annunciato un piano di investimenti supplementari pari a 655 milioni di euro destinati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale entro il 2030, risorse che serviranno a potenziare le infrastrutture di calcolo, la ricerca e il tessuto industriale del settore, e che si affiancheranno al progetto di dotare circa un milione di dipendenti pubblici di un assistente conversazionale basato sui modelli della startup tricolore Mistral AI, al fine di ridurre il ricorso a strumenti commerciali non autorizzati e potenzialmente

Pericolosi per la sicurezza dei dati dello Stato.

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