Cambiamenti nella tassazione degli affitti brevi dal 2024
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Redazione Economia
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A partire dal 1° gennaio 2024, la tassazione sugli affitti brevi in Italia subirà importanti cambiamenti. Queste modifiche, delineate dalla circolare numero 10/E del 10 maggio dell'Agenzia delle Entrate, influenzeranno sia i proprietari di immobili che gli intermediari nel settore delle locazioni brevi.
Nuova aliquota per la seconda casa affittata
La cedolare secca, una tassa sui redditi di locazione, vedrà un aumento dell'aliquota dal 21% al 26% a partire dalla seconda casa affittata. Questo significa che se un proprietario mette in affitto più di una abitazione, l'aliquota aumentata si applicherà solo a partire dalla seconda casa. Il proprietario avrà la possibilità di scegliere una casa per ciascun periodo d'imposta per cui usufruire dell'aliquota agevolata al 21%.
Nessun cambiamento per la prima casa affittata
Per la prima o unica abitazione affittata, non ci saranno cambiamenti. L'aliquota rimarrà al 21%, come stabilito dalle misure dell'ultima legge di Bilancio. Questo è stato chiarito da una nuova circolare dell'Agenzia delle Entrate.
Implicazioni per gli affitti brevi
La legge di bilancio ha introdotto importanti cambiamenti per gli affitti brevi, effettivi dal 2024. Questi riguardano principalmente la cedolare secca e il ruolo degli intermediari immobiliari, inclusi i gestori di portali telematici. L'Agenzia delle Entrate ha precisato che l'aliquota più elevata si applica solo ai redditi maturati a partire dal 2024, anche se i contratti di locazione erano già attivi e i pagamenti sono stati effettuati in precedenza.
Queste modifiche alla tassazione degli affitti brevi rappresentano un importante cambiamento per i proprietari di immobili e gli intermediari nel settore delle locazioni brevi. Sarà interessante vedere come queste modifiche influenzeranno il mercato immobiliare nel 2024 e oltre.




