Il decreto sicurezza sul lavoro è legge, nuove regole per cantieri e vigilanza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il provvedimento, convertito in legge dalla Camera dopo il voto del 18 dicembre, introduce una serie di misure che il ministro del Lavoro, Marina Calderone, definisce "una risposta concreta" alla priorità di rendere il lavoro "sicuro e di qualità". L’obiettivo dichiarato, come sottolineato dall’esponente del governo, è quello di mettere in sicurezza il futuro, intervenendo su diversi fronti considerati critici. Il testo, che porta la firma del ministro e del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rappresenta l’esito di un percorso legislativo urgente, avviato con il decreto di ottobre, e ora divenuto pienamente operativo.

Gli strumenti per la prevenzione e il controllo

Tra le novità più significative, alcune delle quali erano già anticipate nelle scorse settimane, spicca l’introduzione del cosiddetto badge di cantiere, uno strumento di identificazione rivolto specificamente ai settori dove il rischio infortunistico è più elevato. Il sistema, che si affianca a un rafforzamento delle norme sugli appalti e sui subappalti, mira a garantire maggiore tracciabilità e un controllo più stringente sulla presenza dei lavoratori in aree particolarmente pericolose. Parallelamente, viene potenziato l’organico degli addetti alla vigilanza, con l’assunzione di quattrocento unità tra ispettori e Carabinieri del nucleo specializzato, una mossa che dovrebbe tradursi in una capacità di intervento sul territorio più capillare e frequente.

Il sistema premiale e la cultura della sicurezza

Oltre agli aspetti più marcatamente repressivi o di controllo, la legge cerca di promuovere un cambiamento culturale attraverso meccanismi incentivanti. Viene infatti istituito un sistema premiale per quelle aziende che dimostrano di adottare comportamenti virtuosi in materia di sicurezza, un approccio che punta a premiare la prevenzione anziché limitarsi a sanzionare le infrazioni. A questo si lega una forte spinta sulla formazione, alla quale sono destinate "tante e diversificate risorse", e la previsione di un metodo per la tracciabilità e la valutazione dei cosiddetti "mancati infortuni", cioè di quegli eventi che, pur non causando danni alle persone, segnalano potenziali criticità nel sistema di sicurezza.

Le modifiche a vigilanza e sanzioni

Il provvedimento interviene in modo incisivo anche sul fronte sanzionatorio e delle procedure di vigilanza. Viene precisato e inasprito il regime della "patente a crediti", che comporta la perdita di punti per le imprese in caso di violazioni delle norme sulla sicurezza, un meccanismo che può portare, al loro esaurimento, alla sospensione dell’attività. Viene inoltre esplicitamente esclusa la possibilità per le aziende che abbiano commesso violazioni gravi di accedere a benefici come il bonus Inail, un chiaro segnale di discontinuità con il passato. Questi elementi, insieme, delineano un quadro normativo più severo, che il governo considera un traguardo importante per affrontare un’emergenza nazionale, come dimostrano anche i recenti e dolorosi fatti di cronaca nera che hanno riempito le pagine dei giornali, sui quali le procure continuano a lavorare per accertare ogni responsabilità.

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