Fumata nera per la nomina dei giudici della Corte Costituzionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sembrava fatta, e invece è stata ancora una fumata nera. La tredicesima. La partita sulla nomina di quattro nuovi giudici della Corte Costituzionale ha fatto registrare, nella giornata di martedì 14 gennaio, un nuovo stallo. Al termine di una mattinata di riunioni, i parlamentari riuniti in seduta comune non hanno potuto far altro che certificare la mancata convergenza tra maggioranza e opposizioni: dall’insalatiera di Montecitorio sono uscite 377 schede bianche, 15 nulle e 9 disperse.

Forza Italia, che sembrava aver trovato un accordo, ha invece rimesso in discussione il metodo concordato, causando un nuovo blocco. La trattativa, impostata su un metodo che le parti avevano concordato, è stata messa in discussione proprio dal partito di Antonio Tajani, che ha interpretato diversamente gli accordi presi, facendo saltare il banco. Questo ha comportato una nuova fumata nera nella seduta del Parlamento che, alle 13 di ieri, avrebbe dovuto eleggere i nuovi componenti della Consulta, permettendole di tornare ad avere il proprio plenum.

Le polemiche sono divampate soprattutto su giustizia e sicurezza, temi che hanno messo a dura prova i nervi dei parlamentari. La situazione, già complessa, è stata ulteriormente complicata dalle divergenze interne alle opposizioni, che non sono riuscite a trovare un accordo comune. La mancata elezione dei quattro giudici mancanti ha quindi lasciato la Corte Costituzionale in una situazione di stallo, con il plenum ancora incompleto.

La nomina dei giudici della Corte Costituzionale rimane un nodo irrisolto, con le trattative che sembrano destinate a proseguire ancora a lungo.

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