Fumata nera per le regionali, il centrodestra rimanda tutto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante le ottimistiche aspettative lasciate filtrare da Matteo Salvini all’ingresso di Palazzo Chigi, dove aveva auspicato una rapida soluzione per la definizione dei candidati governatori, l’atteso vertice di maggioranza si è concluso, ancora una volta, senza l’annuncio dei nomi per le prossime elezioni regionali in Veneto, Puglia e Campania. Un esito, questo, che conferma le difficoltà interne alla coalizione nel trovare un accordo soddisfacente per tutti gli attori in gioco, ovvero Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati, i cui leader – Giorgia Meloni, lo stesso Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi – hanno preferito rimandare la discussione a data da destinarsi.

L’incontro, che molti osservatori politici ritenevano cruciale per sbloccare la situazione di stallo, ha invece privilegiato altri temi, concentrandosi in particolare sull’avanzamento del dossier riguardante l’autonomia differenziata. Su questo fronte, infatti, sembrano esserci stati alcuni aggiornamenti, sebbene non definitivi, in vista dell’imminente raduno della Lega a Pontida, tradizionale palcoscenico per le questioni cardine del partito. La volontà di accelerare il percorso per le quattro regioni richiedenti – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – ha di fatto surclassato l’urgenza di sciogliere i nodi candidaturali.

A smorzare, almeno in parte, le preoccupazioni sulla tenuta dell’esecutivo, è intervenuto Francesco Filini, responsabile del Programma di Fratelli d’Italia, il quale ha sottolineato come la stabilità di governo rimanga un “valore irrinunciabile”, i cui benefici, del resto, sono tangibili nei conti dello Stato, con lo spread basso che ha permesso di risparmiare ingenti risorse. Filini ha espresso fiducia nella capacità della coalizione di “trovare la quadra” e di individuare “i nomi migliori” per le tre regioni ancora scoperte, minimizzando l’idea che il rinvio possa costituire un elemento di crisi.

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