Consulta, ottava fumata nera per il nuovo giudice

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ieri, il centrosinistra si è compattato sul "boicottaggio" del nome del giudice scelto dalla premier Giorgia Meloni per il posto vacante alla Consulta, Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi e padre della riforma istituzionale del premierato. Una nuova fumata nera ha segnato l'Aventino di tutte le formazioni dell'opposizione, di nuovo unite, compatte nell'asse del "no" a quella che è considerata una vera e propria prevaricazione dell'esecutivo, specie in vista del passaggio alla Corte Costituzionale di alcuni dossier strategici per il governo.

Il giudice manca al plenum della Consulta dal novembre 2023, quando ha finito il mandato la presidente Silvana Sciarra. L'8 ottobre, l'ottava votazione si è conclusa con un nulla di fatto: le opposizioni non hanno partecipato, il centrodestra ha votato scheda bianca. Meloni avrebbe voluto chiudere su Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi, ma i numeri risicati hanno suggerito prudenza.

Divampano anche in Valle d'Aosta le polemiche sul voto per eleggere a giudice della Corte costituzionale Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi. Il professore, dal luglio dello scorso anno, è presidente della Commissione paritetica Stato-Regione per l'attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta. Dopo che la precedente presidenza era stata di nomina governativa, quella di Marini è spettata alla giunta regionale, composta da forze autonomiste e dal Pd.

Matteo Renzi ha denunciato la scorrettezza istituzionale di Giorgia Meloni, accusandola di aver fatto "campagna acquisti" tra i parlamentari dell'opposizione per ottenere la maggioranza qualificata necessaria senza accordarsi con l'opposizione.

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