Ottava fumata nera per l'elezione del giudice costituzionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'ottava votazione per l'elezione del giudice costituzionale, tenutasi l'8 ottobre, si è conclusa con un nulla di fatto. Le opposizioni, in segno di protesta, hanno deciso di non partecipare alla votazione, mentre il centrodestra ha optato per la scheda bianca. La mancanza di un giudice alla Corte Costituzionale, che opera attualmente con 14 giudici anziché i 15 previsti, risale a novembre 2023, quando la presidente Silvana Sciarra ha terminato il suo mandato.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, ha commentato la situazione, criticando la scelta dell'opposizione di non partecipare alla votazione, soprattutto dopo l'appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Malan ha spiegato che la decisione di votare scheda bianca è stata presa per non "bruciare" il candidato del centrodestra, Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi e "padre" della riforma del premierato.

La premier Giorgia Meloni avrebbe voluto chiudere la questione con l'elezione di Marini, ma il muro delle opposizioni e i numeri risicati per ottenere il via libera hanno suggerito prudenza. La situazione, dunque, rimane in stallo, con la Corte Costituzionale che continua a operare con un giudice in meno.

La posta in gioco dietro l'elezione del giudice costituzionale è alta, con temi cruciali come l'autonomia e la legge sulla cittadinanza che potrebbero essere influenzati dalla composizione della Corte.

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