Cuba rilascia prigionieri politici delle proteste di luglio 2021

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il governo cubano ha rilasciato il primo gruppo di prigionieri, la maggior parte dei quali legati alle proteste antigovernative del luglio 2021. Si tratta di almeno 14 persone liberate stamattina, secondo l'organizzazione non governativa che monitora le detenzioni sull'isola caraibica, l'Osservatorio cubano per i diritti umani, che ha pubblicato l'elenco dei nomi delle 14 persone liberate. Tra queste la 24enne Reyna Yacnara Barreto Batista, che ha confermato all'agenzia statunitense Associated Press la sua liberazione insieme ad altri nove uomini, tutti tranne uno legati alle proteste di 3 anni e mezzo fa.

È una decisione che va nella direzione positiva, seppur parziale e tardiva. È la risposta ufficiale di Cuba alla decisione, comunicata martedì, del presidente Joe Biden di eliminare Cuba dalla lista del Dipartimento di Stato dei paesi che patrocinano il terrorismo, oltre che sospendere il Titolo III della legge Helms-Burton (la quale autorizza i cittadini statunitensi a citare presso tribunali Usa istituzioni cubane che beneficino di proprietà confiscate dopo la rivoluzione del 1959) e infine di eliminare la cosiddetta “Lista ristretta” di entità cubane (militari, ndr) con le quali le istituzioni statunitensi non possono realizzare transazioni finanziarie e di personalità cubane sottoposte a sanzioni.

L’amministrazione Biden ha annunciato che rimuoverà Cuba dalla lista nera del terrorismo, mentre l'isola caraibica ha detto separatamente che rilascerà più di 500 prigionieri dalle sue carceri. L'annuncio del presidente Joe Biden annulla di fatto parte delle sanzioni messe in atto dal presidente eletto Trump durante il suo precedente mandato. Se la sua scelta non venisse rovesciata da Trump, rappresenterebbe il progresso più significativo nelle relazioni USA-Cuba dalla distensione dell’era Obama.

La notizia dell’annunciata graduale scarcerazione di 553 prigionieri cubani è un segno di grande speranza in questo inizio di Giubileo. Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, interpellato dai media vaticani mentre si trova in Francia.

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