Drew Barrymore e l’addio al reggiseno: “Sono troppo vecchia, non lo metterò più”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa per la prossima mossa di stile di una celebrità lascia spesso il posto, nel vocione dei social network, a giudizi affrettati che finiscono per banalizzare scelte molto più intime. Nel caso di Drew Barrymore, però, ciò che ha catturato l’attenzione non è stato tanto il capo d’abbigliamento indossato, quanto piuttosto ciò che ha deciso di abbandonare definitivamente. Durante l’ultima puntata del suo talk show, la protagonista di Charlie’s Angels ha aperto la camicetta davanti alle telecamere, mostrando un semplice body color carne. Nessuna provocazione studiata a tavolino; quella della Barrymore è stata, a tutti gli effetti, una dichiarazione di resa nei confronti della costrizione, un gesto che trasforma un capo d’abbigliamento in un simbolo di liberazione personale.
Così, con il comico Chris Fleming al suo fianco, l’attrice cinquantunenne ha spiegato le ragioni di questa scelta radicale, e lo ha fatto con un linguaggio tanto crudo quanto autoironico. “Non voglio mettere il reggiseno, ne ho avuto abbastanza”, ha detto senza mezzi termini, aggiungendo poi una frase destinata a diventare virale: “Sono troppo vecchia e non ho intenzione di indossarne uno. Non mi importa se queste salsicce mi cadono fino alle ginocchia”. In queste parole – pronunciate con quella schiettezza che ormai è un suo marchio di fabbrica – risuona una stanchezza fisica che è anche, e soprattutto, un peso emotivo al quale l’attrice ha deciso di sottrarsi.
Il peso del che cambia tra gravidanze e invecchiamento
La questione, è bene chiarirlo, non nasce dal nulla né tantomeno è frutto di un’improvvisa voglia di scandalizzare. Solo pochi giorni prima, sempre nel suo studio televisivo, la Barrymore si era lasciata andare a un racconto ben più intimo, commuovendosi nel descrivere le insicurezze legate al post-parto. “Ho avuto due parti cesarei, e laggiù sono completamente distrutta”, ha confidato alludendo ai cambiamenti fisici che l’hanno costretta a rivedere il proprio guardaroba. Camminare per strada con una maglietta corta, cercando invano di tenere chiusa la giacca, è diventato per lei un incubo quotidiano fatto di sguardi immaginari e di una fragilità che, nonostante il successo, la accomuna a molte donne.
Non si tratta, in definitiva, di una semplice guerra alla lingerie, ma di un percorso di accettazione che passa attraverso la consapevolezza dei propri limiti. La stessa attrice ha più volte raccontato la frustrazione legata alla menopausa e agli sbalzi ormonali, descrivendo un che non risponde più come una volta e che richiede, per questo, un approccio diverso. Rifiutare il reggiseno diventa, in questo quadro, un atto concreto di autodeterminazione: se il corpo cambia e invecchia, allora devono cambiare anche le regole con cui lo vestiamo, privilegiando la sostanza (e il comfort) rispetto all’estetica imposta.
La risposta pratica della moda: il body come alternativa
A differenza di altre icone che hanno bruciato i propri reggiseni in piazza come forma di protesta collettiva, Drew Barrymore propone una soluzione pratica, quasi domestica, che non rinuncia del tutto alla funzione di sostegno ma ne rifiuta la rigidità. L’indumento mostrato in diretta – quel body modellante che avvolge il busto senza ferretti né spalline odiose – rappresenta il compromesso perfetto per chi, come lei, non vuole sentirsi in gabbia ma nemmeno desidera necessariamente la totale assenza di strutture. È una soluzione che elimina il problema delle “salsicce” citate con tanto humour, contenendole senza comprimerle, e che restituisce una libertà nuova.
Questa scelta, apparentemente tecnica, ha però un impatto culturale notevole proprio perché arriva da una donna che ha costruito la sua immagine sulla trasparenza e sulla lotta ai filtri. Mostrare in televisione un accessorio intimo, trasformandolo da tabù a oggetto di discussione ordinaria, contribuisce a normalizzare quelle piccole grandi rivoluzioni silenziose che molte persone affrontano davanti allo specchio ogni mattina. Non c’è attivismo urlato in questo gesto, ma una semplice constatazione: a cinquantuno anni, le priorità cambiano e ciò che una volta era un obbligo sociale diventa un fastidio insopportabile dal quale ci si sente autorizzati a prescindere.
L’autenticità come cifra stilistica di una carriera senza filtri
La narrazione che Drew Barrymore costruisce del proprio non è quella, patinata e irraggiungibile, tipica delle copertine delle riviste di moda. È una narrazione fatta di cicatrici, di punti cesarei che limitano la scelta dei pantaloni e di una pancia che non torna come prima, ma che lei si ostina a mostrare senza vergogna. In questo senso, la sua battaglia contro il reggiseno è un capitolo di una storia più lunga, quella di una ex bambina prodigio di Hollywood che ha scelto di invecchiare davanti alle telecamere senza ricorrere a filtri magici o a interventi miracolosi. Al contrario, usa la sua piattaforma – il *The Drew Barrymore Show* – per rispecchiare le fragilità delle sue ospiti e delle spettatrici, creando un ponte di empatia che la critica spesso definisce “la sua vera eredità artistica”.
E mentre il dibattito si accende su chi abbia ragione o torto nel rifiutare la moda della lingerie, la Barrymore sembra già essere passata oltre, forte della consapevolezza che il giudizio altrui non può scalfire una scelta dettata dal benessere personale. “Ne ho abbastanza e non mi interessa più nulla”, ha chiosato, chiudendo la questione con la stessa naturalezza con cui aveva aperto la camicetta. Un messaggio che, al di là del gossip, resta lì a ricordare come la vera eleganza, a volte, stia proprio nel togliersi di dosso ciò che stringe.




