Stellantis, il puzzle cinese di Filosa e le consegne che volano (oltre le attese)

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non è ancora del tutto chiaro come andranno a incastrarsi le tessere, e alcune alleanze restano in una fase di dormienza che ricorda i tempi precedenti alla riorganizzazione, ma entro il 21 maggio Antonio Filosa, l’amministratore delegato di Stellantis dal giugno del 2025, dovrà aver composto almeno una parte del cosiddetto puzzle cinese. Il manager italiano – che già a metà dello scorso anno aveva preso in mano le redini del gruppo con un approccio pragmatico e orientato al contenimento delle risorse – si trova ora a dover ridare slancio a partnership rimaste in ombra, come quella con Dongfeng, e a spingere con maggiore decisione su quella più recente con Leapmotor. Né si può escludere che emergano altri accordi, visto il contesto geopolitico e industriale in rapido mutamento. Nel frattempo, però, i primi effetti della sua gestione si vedono già nei numeri, e sono inequivocabili.

Consegne in forte rialzo, l’Europa e il Nord America trainano

Nel primo trimestre dell’anno, Stellantis ha registrato consegne pari a 1,4 milioni di veicoli, segnando un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, che ha superato le previsioni degli analisti: Equita, per esempio, parlava di un “facile confronto” con il 2025 (quando le consegne avevano subito un calo del 9%), ma ha dovuto riconoscere che la performance è stata migliore delle attese di crescita annua, ferme a un +7%. A trascinare il risultato sono stati soprattutto il Nord America (+17%) e l’Europa allargata (+12), ma la crescita si è diffusa in tutte le regioni: positivo anche il Medio Oriente e l’Africa (+11%) e, seppur in misura minore, il Sud America (+4%).

La reazione della Borsa e il giudizio degli analisti

Il mercato ha accolto con favore i dati diffusi il 15 aprile. Il titolo Stellantis, a circa un’ora dalla chiusura di Piazza Affari, viaggiava in rialzo dell’1,9%, riportandosi sopra la soglia dei 7 euro (a 7,06 euro) mentre il Ftse Mib segnava un lieve calo dello 0,1%. Un movimento, quello del titolo, che secondo gli esperti di Equita riflette un recupero in parte già scontato, ma che trova la sua ragione principale nel superamento delle stime di consenso. L’effetto della “cura Filosa”, basata su un’ottimizzazione degli investimenti e delle risorse senza però tagli lineari, sembra dunque aver cominciato a produrre i primi frutti tangibili, soprattutto grazie al contributo dei nuovi modelli lanciati sia in Europa sia oltreoceano.

Il nodo cinese e le alleanze da ricostruire

Sullo sfondo, però, resta aperta la partita più complessa. Quella che Filosa dovrà giocare entro il 21 maggio, quando sarà chiamato a comporre il puzzle cinese. Non si tratta solo di risvegliare il rapporto con Dongfeng – un’alleanza che negli ultimi anni aveva perso mordente – ma anche di capitalizzare appieno quella con Leapmotor, già più operativa ma ancora da consolidare. Il manager italiano, che non ha mai nascosto la necessità di presidiare il mercato asiatico con una strategia diversa dal passato, potrebbe persino valutare l’ingresso di nuovi partner. Nessuna indiscrezione, al momento, ha fornito nomi certi, ma il quadro in evoluzione lascia intendere che i prossimi mesi saranno decisivi per ridisegnare la presenza del gruppo in Cina, senza però intaccare i risultati positivi appena ottenuti altrove.

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