Il filtro anti-spoofing si estende ai cellulari, venti milioni di chiamate bloccate in un mese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si avvicina, ormai a pochi giorni, la prova finale per la lotta al telemarketing selvaggio, un traguardo che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni persegue con determinazione. Dal 19 novembre, infatti, il filtro anti-spoofing, già operativo per le chiamate che imitano i numeri fissi, verrà esteso anche a quelle che utilizzano in modo fraudolento la maschera dei numeri di rete mobile. Una misura attesa, la cui implementazione procede di pari passo con il lavoro tecnico volto a tappare le eventuali falle rimaste, quei varchi attraverso i quali le chiamate indesiderate potrebbero ancora tentare di insinuarsi.

Il percorso normativo

Il quadro di regole che ha reso possibile questo risultato si è definito in una recente seduta del Consiglio Agcom, con una delibera che ha stabilito le disposizioni attuative per rafforzare il contrasto allo spoofing. Tale provvedimento, che si inserisce a complemento di una precedente delibera, articola l'intervento in due fasi distinte e consecutive. La prima, divenuta operativa lo scorso agosto, ha riguardato esclusivamente il blocco delle chiamate in ingresso dall'estero che presentavano un numero falsato appartenente alla rete fissa nazionale; la seconda, il cui avvio è fissato proprio per il 19 novembre, completerà l'opera applicando lo stesso meccanismo di filtraggio anche ai numeri mobili italiani illecitamente clonati.

L'efficacia dimostrata dai numeri

A confermare l'efficacia di questo approccio, checché se ne dica, sono i dati resi noti dall'Autorità, i quali offrono una fotografia eloquente dell'impatto già prodotto. Nel corso del primo mese di attività della fase iniziale, il sistema ha impedito la ricezione di oltre venti milioni di chiamate fraudolente, una cifra che corrisponde a circa l'uno e trentasette per cento dell'intero traffico telefonico internazionale in entrata. Un'attività di monitoraggio e blocco che ha controllato più di un miliardo e quattrocento milioni di contatti, dimostrando, numeri alla mano, la portata di un fenomeno che aveva ormai assunto dimensioni intollerabili.

La protezione per utenti e aziende

L'obiettivo primario di questa complessa architettura tecnico-normativa rimane la protezione diretta di chi utilizza il telefono, privati e imprese, dalle molestie e dalle truffe. La pratica dello spoofing, che consente a malintenzionati di nascondersi dietro a numeri familiari per accrescere la probabilità di risposta, ha creato un clima di diffidenza e di insicurezza. L'estensione del filtro, di cui si parlerà molto nelle prossime settimane, rappresenta quindi una barriera più robusta, una difesa attiva che agisce in silenzio per intercettare e respingere quelle comunicazioni che, alterando il proprio identificativo, si presentano con una credibilità fasulla.

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