Telemarketing selvaggio e pioggia di chiamate dall'estero, la responsabilità è del filtro anti-spoofing

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Se negli ultimi tempi i display dei telefoni degli italiani sono stati invasi da numeri con prefissi insoliti, come +44 per il Regno Unito, +46 per la Svezia, +40 per la Romania o +34 per la Spagna, la spiegazione di questo fenomeno, che ha generato non poca confusione, va ricercata in un paradosso legato a una misura di protezione. L’intervento dell’Agcom, che dal 19 novembre ha dato piena operatività al cosiddetto filtro anti-spoofing, ha infatti reso inefficace la pratica fraudolenta, assai diffusa in precedenza, attraverso la quale i call center, spesso dediti ad attività illecite, mascheravano il proprio numero presentandone uno con prefisso italiano. Ora, poiché il sistema blocca selettivamente soltanto i numeri falsificati, quelle stesse chiamate, che non sono affatto aumentate in volume ma semplicemente non possono più camuffarsi, giungono ai destinatari mostrando la loro reale origine internazionale, la quale, peraltro, non subisce alcun tipo di interdizione da parte del meccanismo di sicurezza.

Il meccanismo del filtro e i suoi limiti intrinseci

Il cuore della questione risiede nel funzionamento tecnico del filtro, il quale, concepito per arginare un problema specifico quale lo spoofing, ovvero la contraffazione del numero chiamante, si dimostra del tutto inerme di fronte a una chiamata che, pur avendo finalità identiche di telemarketing o di tentata truffa, provenga da un operatore estero il quale non ricorra a tale artificio. In altre parole, la protezione agisce come un controllore severo che verifica l’autenticità della targa di un’automobile, ma che non ha il potere di fermare un veicolo solo perché giunge da un altro paese, anche se i suoi occupanti intendono propinare offerte commerciali invasive o peggio. È questo il motivo per cui, nonostante l’impegno delle autorità, gli utenti si trovano a dover gestire un’ondata di chiamate moleste la cui natura, sebbene più trasparente, rimane invariata nella sostanza e nella fastidiosità.

La posizione delle associazioni dei consumatori

Assoutenti, pur riconoscendo l’indispensabilità dell’intervento regolatorio e i suoi effetti positivi nel ridurre le truffe con numeri italiani clonati, ha tuttavia sottolineato con forza come il proliferare delle comunicazioni commerciali da numeri internazionali costituisca una questione ancora del tutto aperta. L’associazione, nel constatare l’intensificarsi del fenomeno nelle ultime settimane, ha pertanto sollecitato l’avvio di ulteriori passi nella lotta al telemarketing selvaggio, indicando la necessità di strategie più ampie che possano affrontare anche questa nuova, sebbene prevedibile, deriva del problema. La situazione attuale, insomma, rappresenta un nodo irrisolto che richiede uno sforzo supplementare, poiché i malintenzionati hanno semplicemente modificato le loro tattiche, aggirando l’ostacolo senza rinunciare alle loro attività.

Consigli pratici per gli utenti

In un contesto del genere, dove le normative tecniche mostrano i loro limiti di fronte alla capacità di adattamento dei call center poco rispettosi, diventa ancor più cruciale l’adozione di comportamenti prudenti da parte dei cittadini. La prima regola, semplice ma fondamentale, rimane quella di non rispondere mai a chiamate provenienti da numeri sconosciuti con prefissi esteri, lasciando che queste finiscano direttamente nella segreteria telefonica. Molti smartphone, d’altronde, offrono ormai funzionalità integrate per silenziare le chiamate da sconosciuti, uno strumento utile per filtrare in automatico una buona parte delle intrusioni. È bene, inoltre, diffidare da qualsiasi richiesta di dati personali o finanziari che arrivi tramite telefono, indipendentemente dal numero visualizzato, ricordando che le istituzioni serie e gli operatori legittimi non avanzano mai richieste del genere attraverso una semplice chiamata vocale.

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