Beverly Hills 90210, il ritorno (in hd e on demand) di un fenomeno generazionale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quando si parla di serie cult, il rischio è quello di cedere alla nostalgia, un sentimento che – lo ammetto – ho sempre guardato con un certo sospetto. Eppure, di fronte all’annuncio che ha scosso gli appassionati di telefilm anni Novanta, devo fare ammenda. Lui e lei si confrontano ancora: «Beverly Hills 90210 sì o no?». Per me è un sì, e non solo per un vezzo generazionale. La notizia, infatti, è concreta: dal 3 aprile, l’intero cofanetto delle dieci stagioni (quelle che vanno dal 1990 al 2000) approda su Sky in modalità on demand e in streaming su NOW, per la prima volta dal lontano 2001 in Italia. Un’operazione che non si limita a riversare il vecchio nastro, ma che regala un vero e proprio lifting grazie alla rimasterizzazione in alta definizione. E c’è di più: per i puristi, o per chi semplicemente non ama il binge watching, ogni giovedì alle 20.30 andranno in onda tre episodi, lo stesso orario che fu di una certa epoca televisiva italiana.

L’approccio cauto di chi l’adolescenza l’aveva già superata

Ricordo bene quando uscì la prima puntata. La vita, devo essere sincero, mi aveva già fatto la grazia di superare definitivamente quella fase tribolata. Iniziavo ad avere una parvenza di vita sociale, non ero più un ragnetto rattrappito in un angolo. Ecco perché il temuto confronto con le protagoniste del telefilm – quelle creature perfette e abbronzate di Beverly Hills – non sarebbe stato impietoso. Mi ci sono avvicinato con cautela, andando in cerca di una, seppur improbabile, identificazione. Oggi, a distanza di un quarto di secolo, quella cautela si trasforma in curiosità analitica. La serie, creata da Darren Starr, non è solo un prodotto da rimpianto: è una fotografia, con tutti i suoi difetti e le sue contraddizioni, di un decennio che non torna più.

I volti (e i vuoti) di una generazione

Ci sono loro, naturalmente: Dylan e Brenda, con quel loro amore pieno di contrasti che teneva incollati allo schermo. C’è Brandon, interpretato da Jason Priestley, e Donna, il volto di Tori Spelling. Ma la cronaca, anche quella nera e rispettosa, ha scavato dei vuoti incolmabili in quel cast. Shannen Doherty (Brenda) e Luke Perry (Dylan) sono entrambi scomparsi prematuramente, e la loro assenza pesa come un macigno su ogni revival. Senza cedere al patetismo, è impossibile non notare come la rimasterizzazione in HD restituisca i loro volti con una nitidezza che amplifica il contrasto tra l’immortalità dell’immagine e la caducità della vita. Le inchieste e gli sviluppi giudiziari non hanno riguardato loro direttamente, ma la parabola umana di molti attori di quel periodo rimane un caso di studio per chi si occupa di cronaca dello spettacolo.

La maratona di Pasqua (e non solo) tra critiche e rimpianti

«Non sapete cosa fare per Pasqua, ma anche dopo?», recita il promo della maratona. Ed è una domanda lecita, visto che la serie più iconica, chiacchierata, criticata e rimpianta degli anni Novanta torna nella sua interezza. La vita fra teenager in una scuola esclusiva della contea di Los Angeles – con tutte le sue feste in piscina, i problemi di droga, le gravidanze indesiderate e i conflitti con i genitori – diventa di nuovo accessibile con un click. Nessuno si illuda di trovare chissà quale realismo. Eppure, quel prodotto sapeva parlare a un pubblico giovane con una lingua che allora sembrava nuova. Oggi, rivisto con gli occhi di un adulto (e con la qualità HD che toglie quella patina di vhs consumata), “Beverly Hills 90210” rivela la sua natura di ingranaggio perfetto della macchina dell’intrattenimento seriale, quella che ha preceduto l’era dello streaming. Dal 3 aprile, quindi, sarà possibile perdersi (o ritrovarsi) tra le aiuole curate e i locker del West Beverly High.

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