Beverly Hills 90210, tra look cult e teen drama che hanno segnato un’epoca
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
C’è un istante, nei primissimi frame di Beverly Hills 90210, che racchiude l’intero immaginario di una generazione: Brenda Walsh, quella stessa Brenda interpretata da Shannen Doherty – l’attrice stroncata dal cancro nel 2024 a soli 53 anni, lasciando un vuoto incolmabile tra i fan della serie – si arrabatta davanti allo specchio alla ricerca del vestito perfetto per il debutto alla West Beverly High School. “Potrei essere chiunque, potrei essere qualcuno”, confessa al fratello gemello Brandon, mentre quell’istinto di ribellione e insicurezza la trasformerà presto in un’icona. È l’inizio di tutto: il progenitore dei teen drama, un fenomeno pop che avrebbe generato epigoni illustri come Dawson’s Creek, capace ancora oggi di intenerire i Millennials di mezzo globo.
Tutto comincia con l’arrivo dei gemelli Walsh da Minneapolis: lui, Brandon (Jason Priestley), è l’idealista dal senso morale quasi ostentato; lei, Brenda, è l’anticonformista che non si piega alle regole del nuovo, ricco quartiere. La famiglia si trasferisce e i due fratelli si ritrovano catapultati nella West Beverly Hills High, un microcosmo di privilegi e segreti dove incrociano subito chi diventerà, per dieci stagioni, il loro specchio e la loro ossessione. C’è la snob Kelly (Jennie Garth), il tormentato Dylan – quel Luke Perry, teen idol per eccellenza, scomparso per un ictus nel 2019 a 52 anni – lo spaccone Steve (Ian Ziering), la dolce Donna (Tori Spelling), la brillante Andrea (Gabrielle Carteris) e il carismatico David (Brian Austin Green). Ognuno di loro porta in scena una sfaccettatura dell’adolescenza americana che, per quanto patinata, sapeva essere cruda quando serviva.
Dieci stagioni di moda, eccessi e prime volte
La serie, creata da Darren Star – lo stesso “padre” di *Sex and the city* ed *Emily in Paris* – debuttò negli Stati Uniti il 4 ottobre 1990, e in brevissimo tempo smise di essere un semplice prodotto televisivo per diventare un autentico cult generazionale. Non si contano le acconciature, i fiocchi anni ’90, gli abiti in bianco e nero indossati da Brenda e Kelly (e che, azzardiamo, persino Julia Roberts avrebbe approvato per un ballo di primavera). Ma dietro la vetrina patinata di Beverly Hills, la serie affrontava senza troppi giri di parole temi come l’abuso di sostanze, la violenza domestica, i disturbi alimentari e l’Aids: una piccola rivoluzione per l’epoca, visto che il pubblico era abituato a telefilm molto più asettici. La moda, certo, rimaneva uno degli ingredienti principali: i fiocchi, i tubini, i jeans a vita alta e quelle camicie a quadri che chiunque, anche oggi, indosserebbe senza timore.
L’eredità di un cast segnato dal destino
Se il piccolo schermo restituiva l’immagine di un gruppo coeso e scintillante, la realtà fu ben più crudele con alcuni dei suoi interpreti. Shannen Doherty, il volto ribelle di Brenda, se n’è andata dopo una lunga battaglia contro il cancro nel 2024. Luke Perry, che vestiva i panni del tormentato Dylan McKay, morì improvvisamente nel 2019 per un ictus. Due perdite che hanno riacceso i riflettori su quanto quel gruppo di attori – lanciato a sua volta da Darren Star – abbia segnato l’immaginario collettivo, al punto che ogni revival o anniversario diventa un’occasione per misurarne la distanza. Intanto Jason Priestley, Jennie Garth, Tori Spelling e Brian Austin Green hanno proseguito carriere tra alti e bassi, ma nessuno di loro è mai riuscito a scrollarsi di dosso l’ombra lunga della West Beverly High.
Dal 3 aprile su Sky e NOW, l’alta definizione restituisce un fenomeno globale
Per la prima volta dal 2001 in Italia, l’intera serie – tutte e dieci le stagioni – sarà disponibile on demand dal 3 aprile su Sky e in streaming su NOW, rimasterizzata in alta definizione e nel formato 16:9. Un evento per i nostalgici, certo, ma anche per chi quella storia non l’ha mai vista se non a spezzoni. Perché *Beverly Hills 90210* non fu soltanto un teen drama: fu la fotografia di un decennio, con le sue contraddizioni, i suoi eccessi e quella sottile ipocrisia di chi vive in un quartiere dorato ma si porta dentro gli stessi mostri di qualsiasi altra periferia. Da quel 4 ottobre 1990, quando debuttò negli Stati Uniti, a oggi che Trump è di nuovo presidente degli Stati Uniti, qualcosa è cambiato nello sguardo sulla giovinezza. Ma i fratelli Walsh, con le loro incertezze e i loro fiocchi anni ’90, restano lì, immobili, a ricordarci che si può essere chiunque – o almeno provarci.




