Bitcoin sotto 78.000 dollari, Fed più dura dopo Jackson Hole

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Bitcoin è sceso sotto quota 78.000 dollari dopo aver toccato un massimo trimestrale oltre gli 81.000 dollari, mentre il mercato crypto chiude la settimana in un clima di cautela dopo il messaggio più duro arrivato dalla Federal Reserve a Jackson Hole. Gli operatori stanno assorbendo le indicazioni emerse dal discorso, in una fase che ha visto le criptovalute risentire anche dei movimenti del mercato azionario statunitense. Nello stesso quadro, Solana ha approvato per un margine ristretto il piano di disinflazione, mentre banche e grandi operatori dei pagamenti continuano a spingere sulle stablecoin. La combinazione di questi elementi concentra l’attenzione su Bitcoin, sull’orientamento della Fed e sulle decisioni che stanno interessando altri segmenti del settore crypto.

Bitcoin arretra dopo il messaggio della Fed a Jackson Hole

Il movimento di Bitcoin arriva dopo una fase in cui il prezzo aveva superato gli 81.000 dollari, raggiungendo un massimo trimestrale prima della successiva discesa sotto i 78.000 dollari. Il discorso di Warsh a Jackson Hole è stato giudicato da alcuni analisti più hawkish di quanto ci si attendesse, anche se inizialmente non aveva prodotto spostamenti particolarmente evidenti sul mercato. La pressione si è manifestata con maggiore forza solo successivamente: a una certa distanza dalla conclusione dell’intervento, il comparto crypto è stato interessato da uno scarico importante per proporzioni. Il movimento ha amplificato quanto stava avvenendo contemporaneamente sul mercato azionario degli Stati Uniti, riportando cautela tra gli operatori dopo la precedente accelerazione rialzista.

Nel quadro delle ultime settimane, il grafico di Bitcoin mostra una sequenza di fasi differenti. Agosto si era aperto con una fase di lateralità proseguita fino alla settimana precedente, senza una direzione marcata e con oscillazioni relativamente contenute. Il 18 agosto è poi arrivata un’accelerazione al rialzo, accompagnata da tre giornate consecutive in verde e da candele particolarmente ampie. Dal weekend il mercato è entrato nuovamente in una fase di consolidamento, con movimenti più contenuti ma caratterizzati da minimi crescenti. Il successivo arretramento sotto quota 78.000 dollari si inserisce quindi dopo un periodo nel quale Bitcoin aveva prima consolidato, poi accelerato e infine raggiunto livelli superiori agli 81.000 dollari.

Dai Treasury al voto su Solana, cosa emerge dal mercato crypto

Un altro passaggio riportato riguarda l’annuncio del segretario al Tesoro Scott Bessent, che mercoledì 19 ha comunicato il raddoppio dei riacquisti dei Treasury a lunga scadenza, portandoli da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari. In seguito all’annuncio, Bitcoin ha registrato un guadagno immediato dell’8,7%, passando da circa 64.000 dollari fino a una fascia compresa tra 69.750 e 71.000 dollari. Il dato descrive una precedente reazione molto rapida del prezzo a una notizia proveniente dal mercato dei titoli di Stato statunitensi. Nel materiale emerge così una forte sensibilità del Bitcoin agli sviluppi macroeconomici e finanziari, con movimenti che si sono alternati tra accelerazioni rialziste, consolidamento e nuove vendite dopo gli appuntamenti di Jackson Hole.

Accanto a Bitcoin, l’attenzione si sposta anche su Solana, dove il piano di disinflazione è stato approvato per un soffio. Il voto segnala una decisione passata con un margine ristretto e aggiunge un altro elemento rilevante alla settimana del settore crypto, già segnata dalle oscillazioni del principale asset digitale. Non vengono indicati ulteriori dettagli sul contenuto del piano o sulle conseguenze della decisione, ma il risultato resta uno dei passaggi centrali insieme alla discesa di Bitcoin e al tono più duro attribuito alla Federal Reserve. La dinamica mette quindi nello stesso quadro movimenti di mercato e decisioni interne agli ecosistemi crypto, senza che uno dei due aspetti possa essere separato dal clima generale di cautela descritto per la chiusura della settimana.

Stablecoin, banche e big dei pagamenti aumentano la pressione

Sullo sfondo delle oscillazioni di Bitcoin e del voto su Solana, banche e grandi società dei pagamenti stanno spingendo sulle stablecoin. Il tema amplia il perimetro della settimana crypto oltre l’andamento dei prezzi, perché coinvolge direttamente operatori finanziari e protagonisti dei sistemi di pagamento. Le informazioni disponibili non indicano nomi, progetti specifici o dimensioni delle iniziative, ma segnalano una crescente attenzione verso questo segmento del mercato. Il dato si affianca così alle reazioni di Bitcoin alle indicazioni provenienti dagli Stati Uniti e al confronto interno a Solana sul piano di disinflazione, componendo uno scenario nel quale andamento dei mercati, politica monetaria e sviluppo degli strumenti digitali procedono contemporaneamente.

La settimana restituisce quindi una successione di movimenti concreti: Bitcoin ha superato gli 81.000 dollari prima di scendere sotto 78.000, il mercato ha reagito con vendite importanti dopo Jackson Hole e Solana ha approvato di misura il proprio piano di disinflazione. In parallelo, il precedente annuncio sul raddoppio dei riacquisti dei Treasury aveva accompagnato un rialzo immediato dell’8,7% di Bitcoin, mentre il consolidamento iniziato nel weekend era rimasto caratterizzato da movimenti contenuti e minimi crescenti. Banche e grandi operatori dei pagamenti, infine, continuano a rivolgere attenzione alle stablecoin, aggiungendo un ulteriore fronte a una fase in cui il mercato crypto resta fortemente concentrato sulle indicazioni provenienti dalla finanza statunitense.

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