Nvidia e l’effetto a catena sui mercati: la Fed guarda a Jackson Hole

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di Wall Street si è chiusa mercoledì con i principali indici in leggero calo, variazioni tutto sommato contenute che hanno rispecchiato l’umore altalenante degli investitori. Da un lato, il dato sull’inflazione di luglio, misurato dal PCE, è risultato superiore alle previsioni, con un incremento dello 0,2% su base mensile e una crescita annuale del 3,7%, un segnale che ha subito riacceso le preoccupazioni sulla tenuta del potere d’acquisto e sulle prossime mosse della banca centrale.

Dall’altro, l’attesa spasmodica per la trimestrale di Nvidia, il colosso dei semiconduttori, ha finito per comprimere il risk appetite, spingendo molti operatori a mantenere una posizione prudente in attesa di dati più chiari sulla direzione dell’economia americana.

La risposta dei listini e il rally del tech

I future sui listini azionari statunitensi, nella mattinata del 27 agosto, viaggiano senza una direzione precisa: il contratto sul Dow Jones cede lo 0,08%, mentre quello sull’S&P 500 accusa un lieve arretramento e il Nasdaq-100, grazie al traino del comparto tecnologico, mostra invece un deciso rialzo dello 0,42%.

Il vero protagonista della giornata è però Nvidia, con un balzo del 6,9% nel premercato, dopo che i conti del secondo trimestre hanno superato le attese su diversi parametri chiave, dalla crescita dei ricavi alla redditività operativa, per non parlare della guidance per l’esercizio fiscale 2028, che si è rivelata particolarmente solida.

Le stime degli analisti, come quelle diffuse da Mps, sottolineano come il management della società continui a registrare una domanda estremamente robusta per l’infrastruttura legata all’intelligenza artificiale, un trend destinato a mantenersi sostenuto anche nel corso del prossimo anno fiscale, alimentando così le aspettative su un intero settore che ormai si muove all’unisono con le sorti dell’AI.

L’apertura altalenante e il peso della geopolitica

Wall Street ha aperto con un andamento a dir poco altalenante: il Dow Jones, nonostante le buone performance di alcuni titoli industriali, ha perso lo 0,13% attestandosi a 53.396,13 punti, mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,83% salendo a 26.334,58 punti e lo S&P 500 è avanzato dello 0,29% a 7.693,32 punti, in una giornata che ha visto Nvidia volare con un rialzo del 7,1%, sostenuta da una trimestrale che ha lasciato pochi margini di dubbio sulla salute del business.

Non solo Nvidia, del resto: anche altre importanti società tecnologiche hanno contribuito a migliorare il sentiment generale, portando i future del Nasdaq-100 su livelli decisamente positivi, in netto contrasto con l’andamento delle borse europee, che attorno al giro di boa della seduta hanno invece virato al ribasso, risentendo sia delle tensioni geopolitiche che di un contesto macroeconomico reso ancora più incerto dai dati sull’inflazione americana.

Lo sguardo dei mercati verso Jackson Hole

In Europa, il clima è dunque di cautela, con le piazze finanziarie che faticano a trovare una direzione univoca mentre il comparto tecnologico, trainato dalle indicazioni positive provenienti da Oltreoceano, cerca di limitare i danni; a Milano, in particolare, svetta StMicroelectronics, che beneficia dell’effetto Nvidia e del rinnovato interesse per i semiconduttori.

Sul fronte valutario, l’euro si mantiene stabile sul dollaro, mentre l’oro continua a rappresentare un rifugio per gli investitori più prudenti, e il petrolio resta sotto osservazione per le implicazioni delle scelte produttive dell’OPEC+.

Ma il vero appuntamento che tiene banco, quello che potrebbe davvero orientare le prossime settimane, è il simposio di Jackson Hole, dove domani è atteso il discorso del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, un intervento che gli operatori scrutano con attenzione per cogliere eventuali segnali sulla traiettoria futura della politica monetaria e sulla capacità della banca centrale di gestire il delicato equilibrio tra inflazione e crescita.

Il quadro che emerge, insomma, è quello di un mercato che cerca di interpretare segnali contrastanti: da un lato la solidità dei dati aziendali, come quelli di Nvidia, che spingono il comparto tecnologico verso nuovi massimi, dall’altro le persistenti incertezze inflazionistiche e geopolitiche che frenano gli slanci più ottimistici e tengono alta la guardia in vista delle prossime scelte di politica economica.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.