Assoluzione degli ex vertici di Mps: la banca affonda da sola
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Redazione Economia
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Ribaltata in appello la sentenza per falso in bilancio su Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Dopo la scagionatura del "piromane" Giuseppe Mussari, non si potevano condannare i "pompieri". Questo ha portato alla rimozione del rischio di multe, a beneficio del Tesoro e Luigi Lovaglio.
Romolo Semplici, tra i fondatori dell’Associazione Pietraserena e del Buongoverno, e tra i portavoce dei piccoli azionisti del Monte che hanno visto bruciare i loro risparmi nei falò dei vari aumenti di capitale, si sente un po’ stanco. La sua era un’azione civica, più che civile e penale, con l’intenzione di voler capire cause e colpevoli del disastro che aveva generato il collasso del Monte dei Paschi e della Fondazione Mps.
Ieri si è conclusa una storia di scandali e processi durata 13 anni. Il crac di Mps non sarebbe dunque colpa di nessuno. I giudici di Milano hanno infatti assolto Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex vertici di Mps, oltre a Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale, e la banca stessa, nel processo per falso in bilancio e aggiotaggio sul filone delle indagini che riguarda la contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria tra il 2012 e il 2015




