Salvini si assolve sul caos treni
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Redazione Interno
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Chi si aspettava un ministro Matteo Salvini che spiegasse le cause della debacle ferroviaria che ormai quotidianamente paralizza il Paese, è rimasto deluso. Ieri infatti in una Camera piena (ma solo di leghisti, il resto del governo ha dato buca) il ministro ha ringraziato tutti (“il mezzo miliardo di viaggiatori che nel 2024 hanno scelto i treni del nostro Paese”; i “92mila dipendenti di Fs e gli uomini e donne delle forze dell’ordine, che ogni giorno sono impegnati in attività che non meritano le troppe polemiche e insinuazioni che a volte ci sono sul loro operato”; persino “alcuni membri dell’opposizione”), ma non ha riferito i motivi per i quali il trasporto ferroviario italiano è al collasso. Salvini insiste coi sospetti. Ma i conti sui ritardi non tornano. Dice che, dopo l’esposto di Fs, incendi e guasti sulla rete ferroviaria “non si sono più verificati”, ma poi elenca altri casi “sospetti” avvenuti nei giorni successivi.
Si vanta di aver aumentato i treni rispetto al passato, ma solo una settimana fa il suo vice, Edoardo Rixi, aveva proposto di ridurli del 15%. Parla di 1200 cantieri aperti per ammodernare la rete ferroviaria, citandoli come causa secondaria dei disagi. Tuttavia, non fornisce spiegazioni concrete sui motivi per cui il sistema ferroviario è in crisi. La sua tesi del sabotaggio organizzato, portata avanti nei giorni scorsi, non sembra convincere del tutto, e i numerosi disagi continuano a colpire i viaggiatori italiani.
Nel frattempo, il governo lascia solo Matteo mentre spiega il complotto. A un certo punto il leghista Riccardo Molinari evoca «il cattivo maestro». Un «mandante». Paventa «il rischio eversione» per spiegare il caos delle Ferrovie. «L’Italia non si farà mai intimidire», giura però Matteo Salvini. Alla Camera dei deputati c’è l’informativa del ministro. I treni non arrivano in orario e le parole per spiegarlo sono quelle degli anni Settanta. «Che la rete sia oggi più sicura e moderna rispetto al passato è un dato di fatto», afferma Salvini, ma i numeri sui ritardi e i disagi raccontano una storia diversa.
Mentre il ministro dei Trasporti continua a sostenere la tesi del sabotaggio, i problemi della rete ferroviaria italiana rimangono irrisolti, e i viaggiatori continuano a subire le conseguenze di un sistema in crisi.




