Medioriente, consegnati i primi due ostaggi alla Croce Rossa a Rafah
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Redazione Esteri
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A Rafah, nella parte meridionale della Striscia di Gaza, due dei sei ostaggi israeliani previsti per il rilascio oggi sono stati consegnati ai funzionari della Croce Rossa. Si tratta di Avera Mengistu, rapito nel 2014 dopo aver varcato il confine con Gaza in circostanze non del tutto chiare, e Tal Shoham, 40 anni, prelevato dal kibbutz Be’eri durante l’attacco del 7 ottobre 2023. Entrambi, prima di essere affidati alle autorità internazionali, sono stati fatti sfilare su un palco da militanti di Hamas armati e incappucciati, in una scena che ha riportato alla memoria le dinamiche già viste in precedenti scambi.
La consegna di Mengistu e Shoham rappresenta il settimo scambio di prigionieri dall’inizio del cessate il fuoco, un accordo temporaneo che, secondo quanto previsto, scadrà all’inizio di marzo. I due fanno parte di un gruppo di sei ostaggi israeliani che Hamas si è impegnata a rilasciare oggi, gli ultimi considerati idonei per la prima fase della tregua. Altri quattro prigionieri dovrebbero essere liberati a Nuseirat, sempre sotto la supervisione della Croce Rossa, che svolge un ruolo cruciale nel mediare tra le parti.
Mengistu, la cui vicenda risale a quasi un decennio fa, era stato catturato dopo aver attraversato il confine con Gaza in circostanze mai del tutto chiarite, mentre Shoham è uno dei tanti civili presi di mira durante l’assalto al kibbutz Be’eri, un episodio che ha segnato profondamente la memoria collettiva israeliana. Il rilascio di questi due uomini, se da un lato rappresenta un passo avanti nel processo di negoziazione, dall’altro riaccende l’attenzione sulle condizioni degli altri prigionieri ancora detenuti e sulle complesse dinamiche che regolano i rapporti tra Israele e Hamas.




