25 aprile 1945 - 25 aprile 2025: ottant’anni di libertà riconquistata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia, dopo vent’anni di dittatura, di miseria, di guerre e di deportazioni, dopo aver subito la sottomissione ai nazisti, ritrovò la libertà l’8 maggio 1945. Ma fu il 25 aprile, giorno dell’insurrezione generale, a segnare simbolicamente la fine dell’oppressione. Un traguardo raggiunto grazie a chi ebbe il coraggio di opporsi, pagando spesso un prezzo altissimo: molti finirono in galera o al confino, altri furono perseguitati solo perché ebrei, torturati o uccisi nei campi di sterminio. Altri ancora presero le armi, combattendo l’occupante nazista che, in ritirata, si macchiò di stragi contro civili innocenti, spesso con la complicità di fascisti italiani.

A Pompei, la ricorrenza è stata celebrata attraverso la voce dei più piccoli. L’orchestra e il coro dell’istituto comprensivo "Amedeo Maiuri" si sono esibiti davanti al municipio, davanti a una platea di cittadini e turisti. Presenti il sindaco Carmine Lo Sapio, don Ivan Licinio, vicerettore del santuario, la dirigente scolastica Maria Rosaria Marulo, insieme al baby sindaco e ai baby consiglieri comunali. Tutti hanno sottolineato l’importanza di ricordare chi sacrificò la vita per la libertà, un messaggio che, affidato ai bambini, assume un valore ancora più profondo.

In Umbria, la presidente della Regione Stefania Proietti ha ribadito il legame indissolubile tra il territorio e la Resistenza. «Il 25 aprile – ha detto – non è solo una data, ma una scelta: quella di chi ha lottato per la libertà, la giustizia e la dignità umana». Uomini e donne, spesso giovanissimi, rischiarono tutto per garantire un futuro basato sull’uguaglianza.

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