Putin, nessun cessate il fuoco, apertura a Trump e attacco a Kiev

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   MOSCA. Vladimir Putin, durante la sua tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha offerto un mix di propaganda di guerra e apparenti aperture al dialogo con l'Ucraina. Ha pronunciato parole minacciose e ha cercato di tranquillizzare la popolazione riguardo all'impennata dell'inflazione, definendola "allarmante". In un raro momento di autocritica, ha criticato i suoi stessi servizi segreti per non essere riusciti a impedire l'uccisione del generale Kirillov nel cuore di Mosca. Ha anche minimizzato i possibili contraccolpi della caduta del regime di Assad per il Cremlino.

Putin ha ribadito che i negoziati sull'Ucraina saranno possibili solo con un governo legittimo, sfidando gli Stati Uniti con il missile Oreshnik. Ha ricordato con affetto Silvio Berlusconi, affermando che "ci prenderei un tè", e ha parlato di "reciproca simpatia" per l'Italia. Tuttavia, ha chiarito che sulla guerra in Ucraina si negozierà alle sue condizioni.

Durante la conferenza stampa, durata oltre quattro ore e alla presenza di centinaia di giornalisti, Putin ha gonfiato il petto, presentando una Russia senza ombre, nemmeno su quei capitoli sotto la lente di ingrandimento degli osservatori internazionali. Ha descritto Zelensky come debole e ha ribadito che la pace sarà dettata da Mosca, chiudendo la porta a qualsiasi cessazione delle ostilità e trattative a bocce ferme.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, presente a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo, ha bollato come "pazzo" il leader del Cremlino.

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