Darderi e quell’altra semifinale contro Ruud che nessuno si aspettava

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Se alla vigilia degli Internazionali, complice la consueta abbuffata di pronostici, molti addetti ai lavori avevano già scritto il nome di Jannik Sinner tra i primi quattro del tabellone, sono decisamente meno quelli che avrebbero immaginato lo stesso traguardo per Luciano Darderi. Il 24enne italoargentino, nato a Villa Gesell – una località balneare della provincia di Buenos Aires – sta letteralmente entusiasmando il pubblico del Foro Italico, al punto che la sua stessa presenza sul Centrale, venerdì 15 maggio, rappresenta già una piccola, grande rivoluzione. Darderi, che dopo questo torneo scalerà almeno fino alla sedicesima posizione del ranking mondiale, non ha certo beneficiato di un percorso agevole; anzi, a ben vedere, ha dovuto rimontare partite complicate già a partire dall’esordio contro Hanfmann, per poi ripetersi in una battaglia di nervi durata quasi tre ore contro il diciannovenne spagnolo Rafael Jodar, un avversario al quale ha annullato quattro matchpoint.

Un norvegese di cemento sulla terra, e un italoargentino che non molla

L’uomo che ora gli sbarra la strada verso la finale, il norvegese Casper Ruud, rappresenta un ostacolo tecnicamente più solido rispetto ai precedenti: sulla terra battuta, va ricordato, il nordico ha accumulato esperienza in finali di Slam e Masters 1000, arrivando a giocarsi il titolo al Roland Garros più di una volta. Ruud, paradossalmente, arriva a questa semifinale con un vantaggio non trascurabile – è più riposato, avendo concluso i suoi turni in minor tempo – ma dall’altra parte della rete troverà un giocatore, Darderi, che nelle ultime settimane ha trasformato la resilienza in un marchio di fabbrica. Il pubblico romano, lo si è visto nei match precedenti, gli ha fornito una spinta emotiva notevole; e se è vero che il fattore campo nel tennis conta fino a un certo punto, è altrettanto vero che il calore del Centrale, specialmente contro un favorito dichiarato, può innervosire anche i migliori.

L’orario e il contesto: calcio, Olimpico e un pomeriggio di fuoco

Ad aprire il programma delle semifinali sul Campo Centrale del Foro Italico sarà proprio Darderi-Ruud: seconda gara del daytime, dopo un primo match che scatterà alle 13.30. Si giocherà dunque nel primo pomeriggio, con il sole alto su Roma e una terra battuta che, dopo giorni di partite intense, inizierà a mostrare i consueti solchi. Guido Monaco, commentatore tecnico di Eurosport, ha però ricordato un dettaglio non secondario durante la puntata di Tennismania, in onda sul canale Youtube di OA Sport: “Purtroppo il match di Darderi contro Jodar ha subito quanto stava avvenendo allo Stadio Olimpico”. Un riferimento, questo, alla concomitanza con un altro grande evento sportivo che ha distolto l’attenzione di molti, ma che non ha impedito all’azzurro di restare concentrato. Lo stesso Monaco ha poi aggiunto – con quella capacità di leggere le partite dal punto di vista mentale – che “anche per Ruud non sarà facile contro Darderi”, sottolineando come il norvegese, per quanto solido, dovrà fare i conti con una certa imprevedibilità del suo rivale.

Dove vederla, senza dimenticare l’altra semifinale italiana

Sarà una giornata memorabile per il tennis italiano, visto che nel pomeriggio ci sarà spazio anche per l’altra semifinale che riguarda Sinner contro Medvedev; ma l’attenzione, almeno nella prima parte della diretta, sarà tutta concentrata su Darderi. La sfida contro Ruud sarà trasmessa in tv e in streaming sui canali abituali degli Internazionali, con la regia che si preannuncia già molto attenta a inquadrare il volto di un ragazzo, Luciano, che fino a pochi mesi fa viaggiava sotto i radar dei grandi circuiti. Quanto agli sviluppi giudiziari o a eventuali inchieste legate al mondo della racchetta, in questo frangente non emergono elementi rilevanti; ciò che conta, semmai, è la purezza di un racconto sportivo dove un italoargentino di 24 anni, nato a Villa Gesell, prova a fare a pezzi la pazienza e il rovescio slice di un norvegese che di finali ne ha già giocate eccome.

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