Luis Enrique rischia tre giornate per la manata a João Pedro: le immagini non mentono
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La manata rifilata da Luis Enrique a João Pedro, durante i tafferugli che hanno seguito la finale del Mondiale per Club tra Chelsea e Psg, è lì, nitida nelle riprese televisive. Un gesto evitabile, come lo ha definito lo stesso tecnico del Psg, che ha ammesso senza giri di parole di aver commesso un errore. "Sono stato sciocco – ha detto –. Lui stava fermo e mi ha spinto. Io l’ho toccato e lui si è buttato". Se l’esagerazione del giocatore del Chelsea è innegabile – con una caduta degna di un kolossal hollywoodiano –, altrettanto chiaro è il contatto, forse ripetuto, tra collo e mento.
Quel che accade ora dipende dalla commissione disciplinare, che dovrà valutare il video e decidere se infliggere al tecnico spagnolo una multa e le tre giornate di squalifica previste per episodi del genere. La partita, del resto, è stata tutt’altro che tranquilla, con l’arbitro Alireza Faghani che più volte ha perso il controllo, lasciando spazio a proteste e tensioni. João Pedro, da parte sua, non ha usato mezzi termini: "Quelli del Psg semplicemente non sanno perdere".
Intanto, sul Mondiale per Club emergono dettagli curiosi. Lo show musicale all’intervallo, pur di infilare più artisti, ha superato di nove minuti il tempo consentito, violando palesemente la regola 7.2 dell’Ifab. Un precedente che solleva dubbi, soprattutto in vista dell’edizione 2026 negli Stati Uniti. Ma il retroscena più sorprendente riguarda il trofeo: secondo quanto rivelato dal presidente americano Donald Trump, la coppa originale non sarebbe mai stata consegnata al Chelsea. "L’ho custodita io nello Studio Ovale", ha detto Trump, lasciando intendere che i londinesi, dopo la vittoria, abbiano alzato al cielo solo una replica.




