L’Inter, senza scintille, batte il Verona e aggancia il Napoli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   MILANO — Quella che si è consumata a San Siro è stata una partita senza anima, dove l’Inter, privata dei suoi protagonisti più illustri, ha fatto il minimo indispensabile per piegare un Verona opaco e rassegnato. Il rigore trasformato da Asllani nei primi dieci minuti ha chiuso la contesa prima ancora che potesse cominciare, lasciando spazio a un’esibizione dimessa, dettata più dalla necessità di preservare le energie per la sfida di Champions contro il Barcellona che dal desiderio di impressionare.

In panchina, senza Inzaghi — squalificato — la squadra ha navigato a vista, controllando senza affanni un avversario che non ha mai mostrato i denti. Martinez, relegato a un ruolo di semplice spettatore, ha intercettato con freddezza le rare incursioni gialloblù, mentre Bisseck, unico reduce dal match di Barcellona, ha resistito a un intervento brutale che per un attimo ha gelato la curva. A riempire il vuoto ci hanno pensato De Vrij e Augusto, soliti come sempre, anche se la partita non chiedeva eroismi.

Quello che restava del pubblico — e non era molto — ha accettato senza entusiasmo una vittoria che, al netto della prestazione, vale quanto le altre. Con il Napoli ormai a +3 e il titolo ormai consegnato alle statistiche, l’unico obiettivo rimasto ai nerazzurri era assicurarsi la Champions. Missione compiuta: i 13 punti di vantaggio sul Bologna rendono matematica la qualificazione, l’ottava consecutiva.

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