Il policlinico Gemelli al 33esimo posto nella classifica mondiale di Newsweek, il Bambino Gesù è il primo ospedale pediatrico in Europa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La classifica mondiale dei migliori ospedali, quella che il settimanale americano Newsweek redige annualmente in collaborazione con la società di ricerche Statista, ha collocato per il 2026 alcune eccellenze sanitarie italiane in posizioni di assoluto rilievo internazionale, con una predominanza, va detto, di strutture localizzate nel centro-nord del Paese -2. L’edizione di quest’anno, la quale ha preso in esame ben 2.530 strutture distribuite in 32 Paesi, ha visto il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma conquistare il gradino più alto del podio tricolore, piazzandosi al trentatreesimo posto assoluto nella graduatoria globale; un risultato, quest’ultimo, che rappresenta il miglior piazzamento mai raggiunto da un ospedale italiano nelle otto edizioni del ranking -7. La valutazione, come spiegano i curatori, non si basa unicamente sulla reputazione, ma su un algoritmo complesso che integra le raccomandazioni di decine di migliaia di esperti sanitari con indicatori oggettivi di qualità e sicurezza delle cure, e ancora con i dati derivanti dalle esperienze riferite direttamente dai pazienti -2-7.

L’eccellenza romana e il primato europeo del Bambino Gesù

Parallelamente al successo del Gemelli, un altro gioiello della capitale, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha ottenuto un riconoscimento di straordinario valore, confermandosi non solo un’eccellenza italiana ma un punto di riferimento globale per la cura dei bambini -8. Nella specifica sezione dedicata agli ospedali specializzati, che abbraccia dodici aree cliniche, il Bambino Gesù si è classificato al primo posto in Europa e al sesto nel mondo tra le strutture pediatriche, un risultato che lo rende l'unico ospedale pediatrico italiano a comparire nella top thirty mondiale -8-10. Questo riconoscimento, che arriva dopo una serie di accreditamenti internazionali come quello dello JCI come Centro Medico Accademico, certifica la solidità di un modello assistenziale capace di coniugare alta specializzazione, ricerca e attenzione alla dimensione umana, un modello che, come ha dichiarato il presidente Tiziano Onesti, è reso possibile dall’impegno corale di medici, infermieri, ricercatori e personale tutto -8. Il dato, inoltre, assume una rilevanza ancora maggiore se si considera la complessità delle patologie trattate: il Bambino Gesù, va ricordato, è affiliato a venti delle ventiquattro reti europee di riferimento per le malattie rare, un primato che lo rende un polo di attrazione per famiglie italiane e straniere -10.

La Lombardia e le altre presenze italiane nel ranking globale

Se Roma può vantare due fiori all’occhiello, la Lombardia si conferma la regione italiana con la maggiore densità di eccellenze ospedaliere, piazzando ben cinque strutture nei primi otto posti della classifica nazionale -4-9. A Milano e provincia, spiccano i nomi del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, che con il suo quarantatreesimo posto mondiale è il secondo in Italia, seguito a ruota dall’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, cinquantunesimo, e dall’Ospedale San Raffaele, cinquantasettesimo -2-7. Più indietro, ma sempre in posizioni di tutto rispetto, troviamo l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, al centoquattresimo posto globale, e il Policlinico San Matteo di Pavia, che nonostante le note difficoltà logistiche interne legate al cosiddetto “caso cucine” ha consolidato il suo ottavo posto in Italia e il centotrentaquattresimo nel mondo -2-5. La presenza lombarda, come sottolineato dal governatore Attilio Fontana, è la conferma di un sistema che punta sull'integrazione tra pubblico e privato accreditato per stimolare l'innovazione -9-10.

Oltre ai già citati, completano il quadro delle tredici strutture italiane presenti nella lista dei 250 migliori ospedali del mondo il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, che con il settantaseiesimo posto assoluto rappresenta l’eccellenza dell’Emilia-Romagna, e l’Azienda Ospedaliera di Padova, centoventisettesima -2-7. Seguono l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, che con l’Ospedale di Borgo Trento conquista il centoquarantaduesimo posto mondiale seppur in lieve flessione rispetto all’anno passato, l’Azienda Careggi di Firenze (centonovantaduesima), il Policlinico di Modena (centonovantottesimo), e ancora a Roma il Sant'Andrea (duecentotreesimo), per chiudere con le Molinette della Città della Salute di Torino, duecentoventunesime -2-4-9. Una lista, quella degli ospedali italiani premiati, che evidenzia però un vuoto significativo, quello delle regioni meridionali, le quali non compaiono nella graduatoria globale -2.

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