Torino si tinge di giallo, la prima edizione della camminata contro l’endometriosi e il grande convegno a Roma
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Redazione Salute
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Nel capoluogo piemontese il 22 marzo 2026 ha preso forma un’iniziativa che, nel suo stesso Titolo – “Torino in Giallo” – ha scelto il colore simbolo di una battaglia silenziosa, quella contro l’endometriosi. Una camminata pensata per attraversare il centro, rompendo quel velo di omertà che ancora oggi avvolge una patologia cronica, la quale – va ricordato – colpisce una persona su sette tra la popolazione femminile e tutte quelle che hanno l’utero, eppure continua a scontrarsi con tabù profondi e percorsi diagnostici inaccettabilmente lunghi. L’evento, giunto alla sua prima edizione, si è posto come un atto collettivo, un modo per portare in strada un tema che troppo spesso viene confinato tra le mura domestiche o negli ambulatori.
Una malattia invisibile e i numeri di un’emergenza silenziosa
L’endometriosi, per chi non ne conoscesse i meccanismi, è caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio – cioè il rivestimento interno dell’utero – in sedi anomale, come le ovaie, le tube di Falloppio o il peritoneo. Una condizione che, se da un lato provoca dolore invalidante e spesso complicanze nella fertilità, dall’altro sconta una storica difficoltà di riconoscimento: molte pazienti, lo si è ribadito durante le iniziative di questi giorni, attendono anni prima di ricevere una diagnosi corretta. Torino, con la sua passeggiata in centro, ha provato a scalfire questa indifferenza, trasformando un gesto quotidiano come camminare in un simbolo di presenza e di richiesta di attenzione.
Oltre il dolore, il grande convegno gratuito nella capitale
Il testimone passa ora a Roma, dove sabato 28 marzo è in programma “Endometriosi — Beyond Pain: diritti, scienza e stili di vita”. Non si tratta di un semplice incontro tra specialisti, bensì del più grande convegno italiano gratuito mai organizzato sul tema, che si terrà in una cornice istituzionale di primo piano: la sala della Protomoteca del Campidoglio. La scelta di aprire le porte della capitale a questa discussione non è casuale, perché l’obiettivo dichiarato è quello di trattare l’endometriosi non solo come una patologia medica – e quindi relegata al solo ambito sanitario – ma come una vera e propria condizione di vita, capace di impattare su diritti, percorsi lavorativi e relazionali. L’evento si articolerà in sei tavole rotonde, mettendo intorno a uno stesso tavolo ricercatori, esperti, rappresentanti delle associazioni e, aspetto centrale, le istituzioni. Tra le protagoniste dell’organizzazione spicca Simona Starita, originaria di Monsummano e presidente dell’associazione ScoprEndo, che ha messo in campo decine di medici e professionisti per dare sostanza a questa giornata di studio.
Scuole e prevenzione, l’appuntamento al Roncalli-Fermi
Parallelamente all’evento capitolino, il fronte della sensibilizzazione si è spostato anche tra i banchi di scuola. Il 28 marzo, alla stessa ora in cui al Campidoglio si discuterà di diritti e ricerca, l’Auditorium dell’I.I.S.S. “Roncalli-Fermi-Rotundi-Euclide” ospiterà “La Voce dell’Endometriosi: informazione e prevenzione nelle scuole”. Un’iniziativa, questa, che punta dritta al cuore di un problema spesso sottovalutato: la mancanza di consapevolezza tra i più giovani. Coinvolgere le nuove generazioni, ragionano gli organizzatori, significa gettare le basi per un futuro in cui il ritardo diagnostico – che oggi rappresenta uno dei nodi più critici – possa essere ridotto attraverso una conoscenza diffusa, capace di abbattere gli stereotipi ancora legati al dolore mestruale e alle malattie ginecologiche.




