La Fiorentina vince per Rocco Commisso, tra il lutto e una striscia di imbattibilità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel giorno più straziante, quello che ha seguito l’improvvisa scomparsa del presidente Rocco Commisso, la Fiorentina ha trovato, sul campo del Dall’Ara di Bologna, la risposta più intensa e commovente. I viola, che per espressa volontà dello stesso patron non hanno chiesto il rinvio dell’impegno di campionato, hanno trasformato il dolore in energia pura, regalando al proprio leader la vittoria in trasferta che egli avrebbe più desiderato. Un successo, il terzo in stagione e il primo lontano da casa in campionato, che si è rivelato forse la migliore prestazione dell’intero anno, frutto di una compattezza tecnica e umana ritrovata nelle ultime uscite e di un’unione di gruppo cementata dalla tragedia.

Un omaggio sentito e concreto

L’omaggio al presidente scomparso, del quale i tifosi avevano già costellato il Viola Park con fiori e messaggi, è divenuto così palpabile e concreto da emozionare. Le formazioni di tutto il settore giovanile, così come quelle della serie A, sono scese in campo nel primo weekend senza di lui, ciascuna con il lutto al braccio e dopo un minuto di raccoglimento, purtroppo disturbato da qualche sparuto coro nella curva bolognese e subito spento dalla maggioranza. Il gesto più simbolico, tuttavia, è arrivato dalle stesse atlete e dagli stessi atleti viola, che hanno mostrato al cielo la maglia numero cinque, quella che Commisso indossava da calciatore, in un silenzio carico di significato prima del fischio d’inizio.

La reazione in campo e il percorso della squadra

Quella reazione di squadra, fatta di determinazione e di cuore, ha permesso ai toscani di imporsi per due reti a uno, confermando una striscia di imbattibilità che ormai caratterizza questo inizio di 2026. Nei quattro incontri disputati nell’anno nuovo, infatti, la formazione ha raccolto otto punti, evitando qualsiasi sconfitta e contribuendo in modo decisivo a raggiungere il totale di diciassette punti in classifica. Un calcio, quello proposto dal tecnico, che viene spesso descritto come genuino e aggressivo, privo di eccessivi tatticismi e capace, proprio per questa sua natura rischiosa, di generare emozioni contrastanti tra gli stessi sostenitori, passati dagli entusiasmi di novembre alle recenti critiche.

Il ricordo che sopravvive alla partita

Al di là del punteggio e delle considerazioni tattiche, ciò che rimane impresso è il tributo finale, l’urlo liberatorio e collettivo che dai vestiari ha invaso i corridoi dello stadio. Un coro unanime, ripetuto più volte dalle voci dei giocatori, che ha risuonato come un commiato e una dedica: «Rocco, Rocco, Rocco». Quella vittoria, conquistata con sofferenza e carattere, è apparsa a molti non come un semplice risultato sportivo, ma come l’ultimo, doveroso regalo a un uomo che ha profondamente segnato la storia recente del club.

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