Traffico di droga dall’Albania a Roma: 27 arresti nel blitz anti-spaccio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’operazione internazionale condotta dai Carabinieri ha portato all’arresto di 27 persone, tra cui 20 in carcere e 7 ai domiciliari, smantellando due organizzazioni criminali dedite al traffico di marijuana dall’Albania a Roma, con ramificazioni in tutta Europa. L’indagine, avviata nel 2019 e conclusa nel 2021, ha rivelato un sistema articolato che sfruttava mezzi pubblici, centri di accoglienza e corrieri per eludere i controlli e distribuire la droga su larga scala.

La prima organizzazione, di matrice albanese, gestiva il trasporto della marijuana dalle coste albanesi, in particolare da Valona, fino alle coste pugliesi, dove la merce veniva poi trasferita a Roma con veicoli noleggiati. La seconda, composta da nigeriani, molti dei quali ospitati in centri di accoglienza come lo Sprar di via Riserva Nuova, si occupava della distribuzione capillare nella Capitale e in altre regioni italiane, incluso il Nord. I corrieri, spesso giovanissimi connazionali pagati cifre irrisorie, viaggiavano su pullman di linea per evitare sospetti, utilizzando l’autostazione "Tibus", vicino alla stazione Tiburtina, come hub logistico per lo smistamento.

L’operazione, coordinata dalla Compagnia Roma-Parioli, ha visto anche interventi all’estero, con arresti eseguiti a Vilanova i la Geltrù, in provincia di Barcellona, e in Albania. I trafficanti avevano trasformato il centro di accoglienza romano in una base operativa, sfruttando la struttura per stoccare grandi quantitativi di droga prima della distribuzione.

Il blitz ha evidenziato una rete criminale ben organizzata, capace di operare su scala internazionale, con un flusso costante di stupefacenti che dall’Albania raggiungeva non solo l’Italia ma anche altri Paesi europei. L’uso di mezzi pubblici e di strutture legali, come i centri di accoglienza, dimostra una strategia volta a mimetizzare le attività illecite, rendendo più complesso l’intervento delle forze dell’ordine.

L’indagine, che ha richiesto anni di lavoro, ha permesso di ricostruire i movimenti dei trafficanti, identificando i punti chiave della filiera, dai luoghi di partenza della droga ai canali di distribuzione. I Carabinieri hanno monitorato le operazioni dei due gruppi, raccogliendo prove sufficienti per garantire l’esito positivo dell’operazione.

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