Blitz anti-’ndrangheta: il ticinese arrestato a Tenerife e gli sviluppi dell’operazione "Millenium"
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Redazione Interno
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L’arresto del 28enne ticinese, avvenuto a fine marzo a Tenerife, si inserisce in un contesto più ampio, quello dell’operazione "Millenium", che ha scosso le fondamenta della ’ndrangheta con un centinaio di fermi in tutta Italia. La Policía Nacional spagnola, annunciando la cattura, aveva sottolineato il suo presunto ruolo in un traffico internazionale di cocaina, legato a un network criminale che mirava a distribuire 50 chili di stupefacenti nel canton Ticino. Se condannato, rischia fino a 15 anni di carcere.
Quello del giovane originario del Locarnese non è stato un fermo isolato. La stessa inchiesta, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria sotto la guida del procuratore Giuseppe Lombardo, ha portato alla luce un sistema ramificato, che dalla Calabria si estende fino alla Riviera romagnola. A Rimini, un imprenditore è finito in manette con l’accusa di aver agevolato gli affari illeciti di un capoclan, dimostrando come l’infiltrazione mafiosa superi i confini regionali.
Tra i nomi più rilevanti emersi dall’indagine c’è quello di Cosimo Alvaro, detto "Pelliccia", esponente di spicco della cosca Alvaro di Sinopoli, una delle più temute. La sua cattura, insieme a quella di altri 96 indagati, segna un colpo durissimo per un’organizzazione che da anni estende i suoi tentacoli nel business della droga, del riciclaggio e del controllo del territorio.




