Blitz antidroga a Torre Annunziata, il tiktoker Papusciello posta video da Tenerife

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un maxi blitz antidroga, coordinato dalla procura di Torre Annunziata, ha portato all’esecuzione di 51 misure cautelari tra le province di Napoli e Salerno, smantellando una rete di spaccio che gestiva almeno 15 piazze di droga. Tra gli indagati, spicca il nome di Antonio Gemignani, noto sui social come “Papusciello”, tiktoker 47enne della provincia di Napoli, attualmente irreperibile nonostante l’obbligo di presentarsi ai carabinieri. Mentre le forze dell’ordine lo cercano, Gemignani ha pubblicato video sui social in cui afferma di trovarsi a Tenerife, nelle Canarie, mostrandosi rilassato su una spiaggia. Non è chiaro se si tratti di contenuti recenti o meno, ma la sua posizione rimane un mistero.

L’operazione, che ha coinvolto 200 carabinieri, ha portato al sequestro di oltre 500.000 euro in contanti e all’arresto di 15 persone, mentre altre 17 sono agli arresti domiciliari e 19 hanno l’obbligo di firma. Tra gli indagati figura anche un sacerdote, accusato di falso ma senza legami diretti con il traffico di stupefacenti. La rete criminale, attiva tra Napoli e Salerno, è stata smantellata dopo mesi di indagini e intercettazioni, che hanno rivelato un sistema ben organizzato di spaccio.

Particolarmente scioccante è il caso di una donna arrestata mentre spacciava cocaina con un neonato in braccio, gestendo una piazza di droga particolarmente attiva. Le indagini hanno evidenziato il suo ruolo centrale all’interno della rete, confermando la gravità di un fenomeno che non risparmia neppure i più vulnerabili.

Antonio Gemignani, che si definisce “attore comico” ed è noto per la sua presenza sui social e in programmi televisivi locali come il “Peppy Night Fest”, è accusato di due cessioni di stupefacenti. Il pm aveva richiesto il carcere, ma il gip ha disposto per lui l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tuttavia, la riforma Nordio, che ha introdotto l’interrogatorio preventivo anche per reati di questo tipo, potrebbe aver favorito la fuga di alcuni indagati, rendendoli irreperibili prima dell’esecuzione delle misure cautelari.

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