L’inchiesta di Forlì sulle morti in ambulanza, sequestrate otto cartelle cliniche. Verifiche sui rapporti tra l’autista indagato e un’agenzia di pompe funebri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ombra di un possibile movente economico, legato al mondo delle onoranze funebri, inizia ad addensarsi con contorni più definiti attorno alla figura di Luca Spada, il ventisettenne autista della Croce Rossa indagato dalla Procura di Forlì per la morte di almeno cinque anziani trasportati in ambulanza. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini, stanno setacciando i rapporti intercorsi tra il giovane operatore e una persona legata a un’agenzia funebre della zona, un filone investigativo che potrebbe spiegare una ratio dietro ai presunti omicidi, sebbene, va sottolineato, al momento si tratti di una pista battuta ma non ancora suffragata da riscontri certi e incontrovertibili. L’ipotesi di reato, formulata nei confronti di Spada che si trova in stato di libertà, è di una gravità assoluta: omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso attraverso l’iniezione di sostanze venefiche – tra le congetture degli investigatori c’è quella di una letale embolia gassosa provocata con una siringa – o con altro mezzo insidioso. I Nas, nel frattempo, hanno proceduto al sequestro di otto cartelle cliniche, allargando di fatto il numero dei casi sospetti rispetto ai cinque inizialmente contestati, un’operazione che mira a far luce su eventuali altri decessi riconducibili alla presenza del medesimo operatore a bordo dei mezzi di soccorso.

La difesa del soccorritore e l’allargamento del fascicolo

Di fronte a un quadro accusatorio che lo dipinge come un potenziale serial killer, Spada, che risiede a Meldola ed è titolare di una piadineria oltre che padre di un bambino di pochi mesi, si professa completamente estraneo ai fatti e ha affidato il suo stato d’animo a diverse interviste televisive e giornalistiche. “Mi state dipingendo tutti come un mostro, ma il mostro non sono”, ha dichiarato, rivendicando una lunga carriera nel volontariato iniziata a quattordici anni e un episodio, risalente all’alluvione del 2023, in cui salvò un’anziana. Il suo legale, l’avvocato Gloria Parigi, ne ha descritto lo sconcerto, precisando che il ragazzo ha già messo a disposizione della Procura la documentazione richiesta e chiesto di essere ascoltato per chiarire la sua posizione. La difesa, nel tentativo di fornire un’interpretazione alternativa agli eventi, sottolinea come nei trasporti contestati fosse spesso presente un medico e come le vittime fossero tutte anziane e affette da gravi patologie, quasi a voler ricondurre i decessi a cause naturali o connesse al loro precario stato di salute. Ma l’ipotesi investigativa si fa strada proprio sulla base di elementi oggettivi: alcuni decessi sarebbero avvenuti in circostanze che hanno insospettito i colleghi, tanto da portare all’installazione di telecamere a bordo delle ambulanze, le cui immagini – sebbene non nitidissime – avrebbero mostrato movimenti anomali da parte del soccorritore nei minuti in cui sarebbe rimasto solo con i pazienti.

Il nodo dei rapporti con l’agenzia funebre e le prossime mosse

Un capitolo centrale dell’inchiesta, destinato a essere approfondito nei prossimi giorni, riguarda proprio i legami tra Spada e il socio di un’impresa di pompe funebri. Gli investigatori hanno messo sotto la lente d’ingrandimento telefonate e incontri tra i due, cercando di comprendere se possa essersi instaurato un accordo illecito finalizzato a procurare un giro di affari per l’agenzia. L’identità del socio, per il momento, è tenuta nel massimo riserbo, così come non si conoscono ancora i risultati delle analisi disposte dal pubblico ministero, ma è chiaro che la Procura stia battendo con decisione questa pista, alla ricerca di un nesso causale che trasformi un’ipotesi in un capo d’imputazione solido. Contestualmente, si procederà con ogni probabilità alla riesumazione di quattro salme – le cui morti risalgono allo scorso anno – per sottoporle a nuovi esami autoptici e tossicologici, nella speranza di trovare tracce delle sostanze che sarebbero state iniettate. La Croce Rossa, dal canto suo, ha sospeso in via cautelativa l’operatore e ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime, famiglie che nel frattempo, attraverso i loro avvocati, chiedono solo e soltanto che sia fatta piena luce su una vicenda che ha gettato nello sconforto un’intera comunità.

Description: Inchiesta a Forlì su cinque morti sospette di anziani in ambulanza. Indagato un autista della Croce Rossa. Sequestrate otto cartelle cliniche e verificati i legami con un’agenzia di pompe funebri.

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