Anziani morti in ambulanza a Forlì, scatta l’arresto per l’autista soccorritore Luca Spada

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si ferma davanti all’uniforme della Croce Rossa l’ipotesi accusatoria che, da mesi, agita la provincia di Forlì-Cesena. Luca Spada, ventisettenne di Meldola, è stato tratto in arresto nella mattinata di sabato 11 aprile dai carabinieri della Compagnia di Forlì, supportati dai colleghi del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Bologna. Il giovane, che operava come autista e soccorritore sui mezzi di emergenza, si trova ora a rispondere di omicidio aggravato, un’accusa pesante che arriva al termine di una lunga trafila investigativa sui decessi di pazienti anziani.

Il provvedimento restrittivo, firmato dal Gip del Tribunale su sollecitazione della Procura locale, si basa formalmente su un episodio specifico: la morte di una donna di 85 anni avvenuta lo scorso 25 novembre. La vittima, Deanna Mambelli, perse la vita durante un trasporto sanitario secondario, un tragitto non urgente che avrebbe dovuto condurla da un reparto di cardiologia – dove si trovava in fase di ripresa – verso una clinica privata per la riabilitazione. Secondo gli inquirenti, il decesso non sarebbe stato naturale, ma riconducibile a una condotta attiva del soccorritore, che avrebbe cagionato un malore fatale a poche centinaia di metri dalla partenza.

Un’inchiesta che guarda a una serie di casi sospetti

Sebbene l’ordinanza di custodia cautelare si riferisca al caso della 85enne, il quadro indiziario tracciato dalla Procura – diretta dal procuratore Enrico Cieri – è molto più ampio. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su un pattern difficile da ignorare: nel corso dei mesi del 2025, almeno cinque anziani hanno subito un improvviso e fatale aggravamento delle condizioni proprio mentre Spada era alla guida o a bordo dell’ambulanza. I decessi, avvenuti in un arco di tempo ristretto, hanno insospettito i colleghi del ventisettenne, che per primi hanno segnalato le anomalie.

La dinamica, nelle ricostruzioni degli inquirenti, sembra seguire una falsariga precisa. Spada era addetto all’assistenza del paziente durante i trasferimenti; in diverse circostanze, il malore si è verificato dopo pochi minuti di viaggio, spesso prima che fosse possibile un intervento efficace da parte del 118. L’ipotesi medica al vaglio degli esperti del Ris di Parma, dove sono state inviate siringhe e presidi sanitari sequestrati, è quella di una embolia gassosa provocata da un’iniezione d’aria, un mezzo insidioso difficile da rilevare in un primo esame autoptico.

La figura di Spada tra attività sociali e la difesa

L’indagato, conosciuto nell’ambiente come “Spadino”, non era un volto nuovo per le forze dell’ordine o per l’opinione pubblica locale, sebbene non avesse precedenti penali. Prima di essere sospeso in via cautelativa dalla Croce Rossa Italiana – che ha subito preso le distanze ribadendo la “massima disponibilità a collaborare” -5 – Spada era un operatore attivo anche in politica e nel commercio. Si era candidato senza successo alle comunali di Meldola nel 2024 con una lista civica legata al centrodestra, oltre a gestire alcune attività di ristorazione come piadinerie.

Fin dall’inizio dell’esposizione mediatica del caso, il ventisettenne ha sempre respinto ogni addebito con decisione, tramite la sua legale, l’avvocato Gloria Parigi. La difesa ha più volte sottolineato come i pazienti coinvolti fossero soggetti fragili e gravemente malati, attribuendo i decessi a cause naturali o complicanze cliniche inevitabili. “Non sono morte tutte in ambulanza – aveva dichiarato Spada in una precedente intervista – i decessi sono avvenuti anche giorni dopo il trasporto, in ospedale”. Una versione che, allo stato attuale, non ha convinto il giudice, il quale ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove.

Le verifiche su un eventuale legame con l’impresa funebre

A complicare ulteriormente il profilo dell’indagato, gli investigatori hanno battuto anche la pista di un presunto legame commerciale con un’impresa funebre di Meldola. Sebbene i carabinieri abbiano effettuato accertamenti anche nella sede dell’agenzia, dalla stessa è arrivato un netto smentita: “Prendiamo le distanze – ha dichiarato un’operatrice contattata dalla stampa – non c’entriamo niente”. Tuttavia, il semplice sospetto di un interesse personale del soccorritore a generare “clienti” per l’onorata memoria rappresenta uno degli aspetti più oscuri che la Procura sta cercando di chiarire.

Per il momento, l’unico caso che ha retto il vaglio della misura cautelare rimane quello della 85enne, ma la strada delle indagini è ancora lunga. I magistrati attendono con ansia gli esiti definitivi delle consulenze tecniche e della conferenza stampa prevista per lunedì 13 aprile a Forlì, dove verranno sciolti ulteriori riserbo e dettagli sulle modalità di esecuzione dei trasporti. Spada, che era già stato sospeso dal servizio, si trova ora rinchiuso nel carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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