Esoneri in Serie A, la pausa riflessiva: un presidente si muove

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sosta stagionale del campionato di calcio, un momento tradizionalmente dedicato a bilanci e riflessioni per le società, sta vivendo, come spesso accade, un fermento particolare che riguarda le panchine. I club, dopo un avvio di campionato che ha offerto sei giornate di gioco, hanno preferito prendersi alcuni giorni di ulteriore ponderazione prima di compiere, eventualmente, scelte definitive che possiamo definire come una sorta di scossone in vista del resto della competizione. È proprio in queste ore che un presidente, il cui nome non è stato ancora reso noto, ha deciso di uscire allo scoperto riguardo alla possibilità di sollevare dall'incarico il proprio allenatore, alimentando un dibattito che si fa sempre più acceso.

Un record che resiste dal 2017

Quella che si sta configurando è una situazione per certi versi inedita, se si considera la storia recente del torneo. Stiamo infatti assistendo a un dato statistico significativo: nessun tecnico, in questa stagione, è stato esonerato prima della seconda pausa internazionale, un evento che non si verificava da sette anni, precisamente dalla stagione 2017/2018. In quell'anno, il primo cambio in panchina avvenne soltanto alla tredicesima giornata, quando toccò a Marco Rastelli di lasciare il Cagliari. Il presente campionato, quindi, sembra ricalcare quel modello di pazienza iniziale, nonostante le voci di crisi che circolano attorno a diverse squadre e ai loro mister.

Le panchine sotto osservazione

L'inversione di tendenza, che vede i club propensi a concedere maggiore fiducia ai progetti tecnici avviati in estate, è un fenomeno che caratterizza l'inizio di questa annata. Sei partite, tuttavia, costituiscono un campione sufficiente per iniziare a delineare i primi, chiari, punti di forza e di debolezza di ogni formazione. È inevitabile, dunque, che gli inizi zoppicanti di alcune compagini lascino spazio a critiche più o meno feroci e al pensiero, sempre più concreto, di un cambio di rotta. L'attenzione, in questo momento, si concentra su quelle panchine che appaiono più instabili, dove il rendimento della squadra non ha soddisfatto le aspettative della dirigenza.

Il caso più emblematico

Tra le situazioni più complicate, spicca senza dubbio quella di Alberto Gilardino alla guida del Pisa, squadra che occupa l'ultimo posto in classifica avendo raccolto, finora, appena due punti. La posizione di estrema difficoltà in cui versa la squadra toscana rende il suo tecnico uno dei nomi potenzialmente più a rischio, un fatto che alimenta speculazioni e previsioni in merito al suo futuro immediato. Altri allenatori, seppur non in una condizione così critica, sono ugualmente osservati con una certa apprensione, in un clima dove ogni indicazione proveniente dall'ambiente societario viene analizzata minuziosamente per coglierne gli sviluppi.

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