Onu, gli Stati Uniti mettono il veto al cessate il fuoco a Gaza
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Redazione Esteri
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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato, in una sessione tenutasi giovedì a New York, su una bozza di risoluzione che esigeva un'immediata tregua umanitaria a Gaza e garantisse l'accesso incondizionato agli aiuti per la popolazione stremata. La misura, che faceva seguito alla dichiarazione ufficiale di carestia diffusa dall'Onu stessa alla fine di agosto, è stata però bloccata dal veto posto dagli Stati Uniti, i quali, unici tra i quindici membri, hanno votato contro mentre gli altri quattordici hanno espresso parere favorevole.
La posizione americana, difesa dai propri rappresentanti i quali hanno giudicato il testo "inaccettabile" poiché stabilirebbe, a loro dire, "un falso parallelo tra Israele e Hamas", si scontra con una realtà sul campo sempre più drammatica. Le operazioni militari israeliane, infatti, proseguono senza sosta: solo nelle ultime ventiquattr'ore si contano almeno cinquanta vittime, un milione di sfollati e il bombardamento di undici strutture umanitarie gestite dalle stesse Nazioni Unite.
In questo contesto, mentre il conflitto entra nel suo settecentoquattordicesimo giorno, l'azione diplomatica sembra seguire un doppio binario. Da un lato, il veto americano ha di fatto paralizzato l'organo decisionale più importante delle Nazioni Unite, dall'altro, un'iniziativa parallela guidata dalla Francia guadagna consensi. Emmanuel Macron, che lunedì prossimo interverrà all'Assemblea generale, si appresta a formalizzare il riconoscimento dello Stato di Palestina insieme ad altre nazioni, un gesto che, annunciato a giugno, sembrava isolato ma a cui hanno già aderito Canada, Australia e Lussemburgo, con Regno Unito e Belgio che valutano una posizione analoga.




