Gli Stati Uniti bloccano all'Onu la risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza
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Redazione Esteri
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In una mossa che li ha resi nuovamente isolati sulla scena internazionale, gli Stati Uniti hanno esercitato il loro diritto di veto, bloccando una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che sollecitava un "cessate il fuoco immediato e permanente" a Gaza. La proposta, avanzata dal gruppo dei dieci membri non permanenti dell'organo, aveva ottenuto un consenso pressoché unanime, raccogliendo i quattordici voti favorevoli degli altri paesi, tra cui permanenti e non, ma è stata infine affondata dall'opposizione di Washington.
Il testo, che definiva senza mezzi termini la situazione umanitaria nell’enclave palestinese come “catastrofica”, conteneva due richieste precise e inderogabili. Da un lato, esortava Israele a "revocare immediatamente e senza condizioni" tutte le limitazioni all'ingresso degli aiuti, garantendone una distribuzione sicura e senza impedimenti; dall’altro, insisteva per la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, un punto, quest’ultimo, che tuttavia non è bastato a modificare la posizione americana.
L’amministrazione di Donald Trump, che ha sempre difeso pubblicamente il diritto di Israele all’autodifesa, ha quindi scelto di privilegiare le trattative diplomatiche dirette, come quelle mediate dal Qatar e dall’Egitto, piuttosto che appoggiare una misura vincolante dell’Onu. Una scelta che, sebbene ampiamente anticipata dagli osservatori, ha di fatto paralizzato l’unico organismo internazionale con il potere di imporre legalmente una tregua.




