Inter fermata sull’1-1 dalla Fiorentina: Milan e Napoli accorciano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La corsa scudetto si riapre, o quantomeno si restringe il margine di manovra per l’Inter, che nella trentesima giornata di Serie A non riesce ad andare oltre l’1-1 sul campo della Fiorentina. I nerazzurri, reduci dal pari contro l’Atalanta, replicano lo stesso copione al Franchi: un avvio fulmineo, capace di illudere, e poi una gestione del vantaggio che, ancora una volta, si rivela complicata oltre misura. La squadra allenata da Cristian Chivu – assente per squalifica dopo la doppia ammonizione rimediata nella gara precedente con l’Atalanta, con il suo posto in panchina preso dal vice Aleksandar Kolarov -3-8 – sblocca il match dopo appena quaranta secondi. Un’azione nata da un rinvio sbagliato della difesa viola diventa l’occasione per Nicolò Barella, che dal fondo serve un cross preciso sul quale Francesco Pio Esposito, schierato titolare, svetta di testa firmando l’1.

Il gol lampo sembrava poter indirizzare la partita sui binari di una serata comoda per i campioni d’Italia in carica, ma la Fiorentina, spinta dal proprio pubblico e bisognosa di punti preziosi per allontanarsi dalla zona calda della classifica, ha dimostrato una solidità e una pazienza che hanno messo in difficoltà la capolista. Nei minuti successivi, tra le due squadre si è sviluppato un confronto equilibrato, con le occasioni che si sono susseguite da entrambe le parti: un gol annullato a Barella per fuorigioco e un altro a Moise Kean, il quale ha rappresentato per tutta la gara il pericolo numero uno per la retroguardia ospite. L’Inter, pur controllando il possesso a tratti, non è riuscita a trovare il raddoppio che avrebbe potuto chiudere definitivamente la contesa, mostrando anzi una certa fragilità nel contenere le ripartenze dei padroni di casa.

Nella ripresa, la musica non cambia, anzi. La Fiorentina alza il baricentro e inizia a costruire trame offensive sempre più insidiose, complice un calo di tensione da parte degli ospiti. L’episodio chiave arriva al 77’, quando un sanguinoso pallone perso proprio da Barella – che fino a quel momento era stato tra i migliori – sulla trequarti difensiva apre una prateria per la Viola. Albert Gudmundsson calcia dal limite, Yann Sommer para ma non trattiene, e sulla ribattuta il più lesto è Cher Ndour, che insacca l’1. Il pareggio scuote l’ambiente del Franchi e mette in crisi la tenuta mentale dell’Inter, che rischia addirittura di capitolare nuovamente nei minuti successivi, salvata solo da alcuni interventi decisivi della propria difesa.

Il finale è un susseguirsi di emozioni, con entrambe le formazioni che cercano la vittoria senza riuscirci. La chance più clamorosa capita sulla testa e sul piede di Pio Esposito, già autore del gol iniziale, che nei minuti di recupero controlla al limite dell’area, si gira e calcia verso la porta: la conclusione potente sembra destinata all’angolo, ma David De Gea, con un riflesso felino degno dei suoi anni migliori, devia in corner, negando ai nerazzurri la gioia del successo e regalando ai suoi un punto d’oro. Al termine, le parole di Cher Ndour hanno restituito il clima dello spogliatoio viola, con il centrocampista che ha sottolineato l’importanza del punto ottenuto ("ci tiene in vita") e la crescita mostrata dal gruppo in questa fase delicata della stagione.

Questo pareggio, unito alle vittorie di Milan (3-2 sul Torino) e Napoli (1-0 sul Cagliari) arrivate nel weekend, ridisegna le distanze in vetta alla classifica. L’Inter rimane prima con 69 punti, ma il suo vantaggio sulla seconda piazza – occupata dal Milan – si è ridotto a +6, mentre il Napoli, terzo, si porta a. La marcia dei nerazzurri, che in questo mese di marzo non sono riusciti a conquistare alcuna vittoria in campionato, subisce dunque una brusca frenata, alimentando le speranze delle inseguitrici a otto giornate dal termine.

Le difficoltà di una capolista in affanno

La partita del Franchi ha messo in evidenza le difficoltà di un’Inter che, seppur ancora saldamente al comando, sembra aver smarrito quella sicurezza che l’aveva portata a costruire un cospicuo vantaggio. L’assenza in panchina di Chivu, costretto a seguire la gara da squalificato, ha certamente influito sulla gestione tattica della partita, ma sul campo sono emersi limiti più profondi, legati a una certa fatica fisica e a una minore incisività nei momenti decisivi. L’allenatore, squalificato dopo le proteste contro l’Atalanta, ha potuto assistere dalla tribuna a una prova della sua squadra caratterizzata da un calo evidente nella ripresa, con la Fiorentina che ha preso in mano le redini del gioco, riuscendo a mettere in difficoltà una difesa solitamente granitica. Aleksandar Kolarov, che ha sostituito Chivu in panchina, ha comunque voluto sottolineare come il margine di vantaggio rimanga consistente, sottolineando che il destino del titolo resta nelle mani dei nerazzurri.

Sul fronte opposto, la Fiorentina di Paolo Vanoli esce da questa sfida con una consapevolezza rinnovata. Il pari strappato alla capolista, raggiunto grazie a una prestazione di carattere e a scelte azzeccate nella gestione della partita, rappresenta un passo significativo nella lotta per non retrocedere. Il tecnico viola ha elogiato la prova dei suoi, sottolineando la capacità di tenere testa a un avversario fisicamente più strutturato e di crederci fino all’ultimo. Con questo punto, la Fiorentina sale a quota 29, mantenendo due lunghezze di vantaggio sul Lecce e sulla Cremonese, ferme a 27, e guadagnando così un piccolo ma prezioso cuscinetto sulla zona retrocessione. La salvezza, per i viola, è ancora tutta da costruire, ma prestazioni come quella contro l’Inter offrono segnali di un chiaro risveglio.

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