Maltempo sull’adriatico, pullman sostitutivo parte alle 4 da Taranto dopo ore di stasi: treno bloccato in Molise da ieri mattina

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È arrivato alle quattro del mattino a Taranto, il pullman che – dopo lunghe ore di attesa, di quelle che logorano i nervi e spengono persino la speranza di ripartire – ha preso in carico i passeggeri del treno partito il giorno prima da Milano. Quel convoglio, in viaggio dalle undici circa di ieri, avrebbe dovuto riportare in Puglia centinaia di persone, molte delle quali probabilmente intente solo a raggiungere le proprie case o i propri affetti dopo una giornata di lavoro o un breve soggiorno nel capoluogo lombardo. Invece, poco prima di Termoli, ecco l’imprevisto: il maltempo, che da ore flagella senza sosta Abruzzo, Molise e, a tratti, la stessa Puglia, ha imposto una brusca interruzione della marcia. Da Termoli, il treno – e qui sta il dettaglio che restituisce la complessità della situazione – ha dovuto indietreggiare fino a Pescara, un movimento all’indietro che sulla carta sembra semplice, ma che nella pratica significa ore di binari percorsi al contrario, di annunci incomprensibili in altoparlante, di valigie trascinate avanti e indietro senza una meta certa.

La linea adriatica spezzata tra Fossacesia e Vasto

Sul fronte ferroviario, la criticità maggiore si concentra lungo la direttrice adriatica, nel tratto compreso tra Fossacesia e Vasto: un segmento nevralgico della Pescara-Bari che adesso risulta interdetto a causa delle condizioni meteo estreme. Qui, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana lavorano per verificare la sicurezza dell’infrastruttura e, in particolare, lo stato della linea elettrica – un elemento, quest’ultimo, spesso sottovalutato quando si parla di disagi su rotaia, ma essenziale per alimentare qualsiasi convoglio. L’interruzione è totale su entrambi i binari, e le ripercussioni si fanno sentire a catena: numerosi treni Alta Velocità sono stati limitati nei loro percorsi o addirittura fermati prima della destinazione finale, lasciando i viaggiatori bloccati tra Pescara, Ancona e la costa abruzzese. Qualcuno, forse, ha provato a ripiegare su mezzi privati; molti, invece, hanno dovuto accettare l’idea che quel viaggio iniziato con la routine di un biglietto in mano si sarebbe trasformato in una piccola odissea.

L’esondazione dell’Osento allaga i binari: treni da Milano, Venezia e Lecce nel caos

A rendere tutto più complicato, e per certi versi più drammatico – anche se qui non si registrano vittime, e va detto con la necessaria prudenza – è l’esondazione del fiume Osento, in Abruzzo. Il corso d’acqua, gonfiato dalle piogge incessanti delle ultime ore, ha letteralmente invaso la sede ferroviaria, quella stessa sede sulla quale viaggiano i treni che dal Nord scendono verso Lecce e Taranto. Il risultato è una interruzione che di fatto divide in due l’Italia sull’asse adriatico: da una parte i convogli che provengono da Milano e Venezia, dall’altra quelli che dovrebbero risalire dalla Puglia, e nel mezzo chilometri di rotaie sommerse dall’acqua fangosa. La circolazione è bloccata nel tratto Porto di Vasto-Fossacesia, e i disagi si sono rapidamente estesi all’intera tratta Pescara-Foggia, con cancellazioni e ritardi che ormai si contano a decine.

Disagi anche sulla A14, tra chiusure e code nel Chietino

Non va meglio sulla gomma, se è vero che l’autostrada A14 – quel “Corridoio adriatico” che tanti pendolari e automobilisti conoscono fin troppo bene – sta registrando pesanti ripercussioni nel tratto compreso tra i territori di Chieti e quelli limitrofi. Il maltempo, infatti, non ha colpito solo i binari: le precipitazioni intense hanno ridotto la visibilità e reso l’asfalto insidioso, provocando code e rallentamenti a catena. In qualche caso, si è resa necessaria la chiusura temporanea di alcuni tratti, con gli automobilisti costretti a deviazioni su strade statali spesso altrettanto congestionate. È una paralisi che si autoalimenta: chi non può prendere il treno si riversa in auto, e chi è già in auto trova strade piene di chi ha fatto la stessa scelta. Nel frattempo, i pullman sostitutivi – come quello arrivato a Taranto alle quattro – fanno quello che possono, ma il divario tra l’offerta di mezzi e la domanda di chi vuole solo tornare a casa resta incolmabile.

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