Maltempo in Abruzzo, riparte la circolazione ferroviaria sulla Pescara-Foggia
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Redazione Interno
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La linea ferroviaria Pescara-Foggia, dopo ore di paralisi causate dall’ondata di maltempo che ha flagellato il versante adriatico, ha riaperto i battenti in forma graduale a partire dalle quattordici di oggi. Rete Ferroviaria Italiana, confermando la riattivazione del traffico, ha però subito precisato – e questo è un dettaglio cruciale per chi deve mettersi in viaggio – che i convogli procederanno con rallentamenti precauzionali; non mancheranno, di conseguenza, ritardi a cascata, cancellazioni dell’ultimo minuto e variazioni di percorso che impongono ai passeggeri una pazienza certosina. La sospensione, resasi necessaria dopo l’esondazione del fiume Osento tra Fossacesia e Porto di Vasto, aveva bloccato ogni tipo di transito, isolando di fatto le stazioni intermedie di Pescara, Termoli e Vasto in quello che avrebbe dovuto essere il pieno dell’esodo pasquale.
La ripresa tra criticità e monitoraggi costanti
Se da un lato la circolazione riprende – e lo stesso vale per la linea Foggia-Caserta, seppur con analoghi rallentamenti – dall’altro il quadro territoriale resta drammaticamente compromesso. Il monitoraggio della rete non si è mai interrotto, nemmeno nelle ore di chiusura, e prosegue ora con intensità maggiore: i tecnici di Rfi scandagliano metro per metro i binari, alla ricerca di avvallamenti o cedimenti che l’acqua potrebbe aver lasciato come una firma invisibile ma pericolosa. Nel frattempo, lungo la dorsale adriatica, si contano danni ingenti, interi centri abitati rimasti senza collegamenti stradali e evacuazioni condotte in fretta dai soccorsi; una situazione che rende la parola “normalità” ancora lontana dal potersi applicare al contesto.
Allerta rossa in Puglia, il Fortore mette in allarme la diga di Occhito
La Protezione civile della Regione Puglia ha diramato un’allerta rossa per rischio idraulico sul fiume Fortore, concentrandosi sulla zona Puglia I, ovvero il Basso Fortore, dove i livelli idrometrici hanno toccato soglie da massima pericolosità. Gli occhi degli addetti ai lavori – e non solo dei loro – sono puntati sulla diga di Occhito, infrastruttura strategica il cui comportamento in queste ore viene scrutato con attenzione quasi manometrica. Non meno preoccupante il quadro delineato dall’allerta arancione, che copre invece la zona Puglia B (Tavoliere e bassi bacini dei torrenti Candelaro, Cervaro e Carapelle), la zona Puglia G (Basso Ofanto, area ricadente prevalentemente nella Bat) e la zona Puglia E (bacini del Lato e del Lenne, nel tarantino). L’Ofanto, va detto, continua a crescere, alimentando ulteriormente la tensione idraulica su un territorio già messo in ginocchio.
Treni fermi per ore e viaggiatori bloccati nelle stazioni
La perturbazione che il 2 aprile 2026 ha spaccato in due l’Italia lungo la dorsale adriatica non ha risparmiato nessun tipo di convoglio: i treni a lunga percorrenza, quelli regionali, persino i merci che risalgono verso Nord o scendono verso la Puglia sono rimasti immobili per ore. Il blocco totale tra Fossacesia e Porto di Vasto – causato dall’esondazione dell’Osento – ha trasformato stazioni come quelle di Pescara, Termoli e Vasto in improvvisate e scomode sale d’attesa a cielo aperto, con centinaia di passeggeri costretti ad attendere senza informazioni certe. Rfi ha riattivato la linea, è vero, ma l’eredità di quelle ore di stop si traduce oggi in una circolazione ancora ingolfata: i viaggiatori farebbero bene a mettere in conto ritardi significativi e a verificare di volta in volta lo stato reale dei treni prima di salire a bordo.




