Papa Leone XIV accoglie Aram I in Vaticano: “Rafforzare i legami di unità”
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Redazione Esteri
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Papa Leone XIV ha accolto in Vaticano Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena della Sede di Cilicia, sottolineando come la visita rappresenti “un’importante occasione per rafforzare i legami di unità”. L’incontro si è svolto durante i giorni della permanenza del Catholicos a Roma ed è la prima visita ufficiale di Aram I al nuovo Pontefice. Prima dell’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro, il Papa ha rivolto parole di benvenuto al leader della Chiesa armena, richiamando il valore del dialogo tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali e indicando nella preghiera comune per la pace uno dei temi centrali dell’incontro.
Nel suo saluto, Leone XIV ha ricordato in particolare il Libano e il Medio Oriente, territori segnati da conflitti e violenze. Il Pontefice ha invitato a pregare insieme per la pace, collegando questo appello al lavoro svolto negli anni da Aram I nel dialogo ecumenico. La visita del Catholicos assume così anche un significato legato alla cooperazione tra le diverse tradizioni cristiane orientali e la Chiesa di Roma, in una fase segnata da tensioni internazionali e instabilità nella regione mediorientale.
Il legame storico tra Roma e la Chiesa armena di Cilicia
Durante l’udienza alla delegazione guidata da Aram I, ricevuta il 18 maggio, Papa Leone XIV ha richiamato le radici antiche del rapporto tra la Chiesa di Roma e quella armena di Cilicia. Il Pontefice ha parlato di un “legame spirituale” che affonda le sue origini “all’alba stessa del cristianesimo”. Nel suo discorso ha ricordato che Paolo di Tarso, definito l’Apostolo delle genti, proveniva proprio dalla Cilicia, elemento che lega storicamente quella regione alle origini della diffusione del cristianesimo.
Leone XIV ha inoltre evidenziato il contributo dato nei secoli dalla Chiesa armena al cammino verso l’unità dei cristiani. Tra le figure richiamate dal Papa c’è san Nerses il Grazioso, Catholicos di Cilicia, indicato come uno dei principali protagonisti del dialogo tra le Chiese. Secondo il Pontefice, Nerses può essere considerato “il pioniere dell’ecumenismo”, anche per il ruolo svolto attraverso i suoi scritti e il suo impegno nella ricerca dell’unità tra i cristiani d’Oriente e d’Occidente.
San Nerses e il richiamo all’ecumenismo
Nel corso dell’incontro con Aram I, Papa Leone XIV ha ricordato anche la recente inclusione di san Nerses il Grazioso nel Martirologio Romano. Il riferimento è stato presentato come un esempio concreto di quello che il Pontefice ha definito “ecumenismo dei santi”, un patrimonio spirituale che già accomuna la Chiesa cattolica e la Chiesa armena. La figura di Nerses occupa un posto centrale nella tradizione cristiana armena ed è ricordata per il carattere “ispirato” e “irenico” dei suoi scritti.
Le fonti ricordano come i contemporanei avessero attribuito a Nerses il soprannome di “Grazioso”, cioè “pieno di grazia”, per il suo profilo umano e spirituale e per la capacità di promuovere il dialogo. Papa Leone XIV ha richiamato questa eredità davanti alla delegazione armena, inserendola nel quadro più ampio delle relazioni tra Roma e le Chiese orientali. La visita ufficiale di Aram I in Vaticano si inserisce così in un percorso che unisce riferimenti storici, impegno ecumenico e attenzione alle crisi che attraversano il Medio Oriente.




