Incendi in Lombardia, fiamme domate a Premana e Valmadrera. Ma resta l’allarme arancione
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Redazione Interno
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L’ondata di caldo che sta stringendo la Lombardia in una morsa di afa e siccità non dà tregua, e con essa la minaccia degli incendi boschivi tiene banco nelle cronache regionali. Dopo le operazioni di spegnimento e bonifica degli ultimi giorni, la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco ha diffuso nella giornata di martedì 11 agosto 2026 un aggiornamento sullo stato delle aree colpite, confermando che la situazione, pur in miglioramento, richiede ancora la massima attenzione.
Le fiamme che avevano interessato i comuni di Premana e Valmadrera, rispettivamente in alta e bassa Valsassina, sembrano essere state definitivamente domate, ma il territorio resta sotto osservazione a causa delle condizioni meteo particolarmente avverse e della persistente siccità che rende la vegetazione un vero e proprio combustibile.
Bonifiche in corso e monitoraggio costante a Premana e Valmadrera
Per quanto riguarda il fronte di Premana, il più critico dei giorni scorsi, l’evoluzione è positiva: i Vigili del Fuoco riferiscono che nel corso dell’intera giornata di lunedì non sono state rilevate evidenze di ripresa delle fiamme, segno che l’opera di spegnimento condotta a terra e con il supporto dei mezzi aerei ha dato i risultati sperati.
L’area resta comunque sottoposta a costante osservazione, con pattuglie che si alternano per garantire un monitoraggio capillare e prevenire eventuali riaccensioni, un pericolo sempre in agguato quando le temperature superano agevolmente i trenta gradi e l’umidità dell’aria scende vertiginosamente.
Analoga la situazione a Valmadrera, nel Lecchese, dove le squadre dei vigili del fuoco stanno ultimando le operazioni di bonifica dell’area interessata dalle fiamme, una fase delicata che prevede la messa in sicurezza del perimetro bruciato e la verifica che non vi siano residui di combustione in grado di innescare nuovi focolai.
Il Parco del Curone in allerta e il divieto assoluto di accendere fuochi
La preoccupazione, però, non si concentra solo sulle aree già colpite. Il pericolo è esteso a tutto il territorio regionale e in particolare alle zone boscate e ai parchi naturali, dove la siccità ha reso il sottobosco estremamente secco e infiammabile. Nel Parco del Curone, area protetta che si estende tra le province di Lecco e Monza Brianza, è scattata l’allerta per il pericolo incendi, con la Regione Lombardia che ha già emesso ieri la dichiarazione di elevata pericolosità.
Una misura che impone restrizioni severe e che ha spinto il presidente del Parco, Giovanni Zardoni, a richiamare l’attenzione dei cittadini con un appello chiaro e netto, visto che le norme vigenti vietano tassativamente di accendere fuochi o barbecue nei boschi o a una distanza inferiore ai 100 metri dagli stessi.
Il presidente ha inoltre sottolineato che le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) del Parco vigileranno sul rispetto del divieto, e ha chiesto la collaborazione di tutti per ridurre il consumo di acqua potabile al minimo indispensabile, un bene prezioso in questo periodo di stress idrico.
La Lombardia in allerta arancione, il Centro operativo regionale segue l’evoluzione
Il quadro complessivo della situazione ha spinto le autorità a innalzare il livello di guardia. La Lombardia è stata posta in codice arancione per il rischio incendi boschivi, il terzo livello di allerta su una scala che ne prevede quattro, un segnale che indica una criticità moderata ma non sottovalutabile. La decisione è legata principalmente alle temperature eccezionalmente elevate che hanno caratterizzato questi ultimi giorni di agosto e alla conseguente situazione di criticità idrica rilevata da Arpa Lombardia, che monitora costantemente i parametri ambientali.
Dietro le quinte, il lavoro di coordinamento e prevenzione non si ferma mai: il Centro operativo regionale della Protezione civile della Lombardia, ospitato a Palazzo Pirelli e recentemente intitolato a Giuseppe Zamberletti, figura storica considerata il fondatore del moderno sistema italiano di Protezione civile, segue l’evolversi delle condizioni meteo e del rischio incendi in tempo reale, pronto a diramare nuove comunicazioni e a coordinare gli interventi se dovessero verificarsi ulteriori emergenze.
L’allerta arancione resta quindi confermata, in attesa che le condizioni climatiche mostrino un primo, seppur timido, cedimento.
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