Trieste, paura in via Bonomea: fiamme domate vicino ai ripetitori tv e alla pineta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Momenti di tensione, nel tardo pomeriggio del 3 maggio 2026, hanno trasformato la quiete della zona collinare di Trieste in un fronte di emergenza; un vasto incendio di sterpaglie, divampato poco prima delle 18.00 in via Bonomea, ha minacciato da vicino sia le infrastrutture tecnologiche del polo di trasmissione sia la pineta circostante. L’allarme, scattato immediatamente, ha mobilitato i vigili del fuoco del distaccamento di Opicina, i quali – intervenuti con un’autopompa e mezzi fuoristrada dotati di modulo antincendio boschivo (AIB) – sono stati successivamente supportati da un’autobotte per far fronte alla vastità dell’area che stava bruciando.
La colonna di fumo e l’intervento dei volontari
Una imponente colonna di fumo, visibile chiaramente dal centro cittadino e da diversi quartieri, ha attirato l’attenzione dei residenti, che hanno letteralmente inondato le centrali operative di segnalazioni. Sebbene le fiamme, alimentate dalla vegetazione secca e spinte da un vento che ne favoriva la propagazione, siano partite dal ciglio della strada, si sono rapidamente estese al terreno in cui sono installati i ripetitori della Rai; la loro vicinanza alle antenne ha reso l’operazione di spegnimento particolarmente delicata. Sul posto, oltre ai professionisti del soccorso tecnico, hanno operato tre squadre di volontari AIB della Protezione Civile, un lavoro congiunto che si è rivelato fondamentale per arginare il rogo e impedire che – come temevano i tecnici – le strutture di trasmissione subissero danni strutturali.
Oltre tremila metri quadrati andati in fumo
La rapidità delle manovre di contenimento ha permesso ai pompieri di bloccare l’avanzata del fronte del fuoco prima che questo potesse aggredire una pineta situata a poche decine di metri, evitando così conseguenze ben più gravi per l’intero ecosistema della zona carsica. Una situazione, quella appena scampata, che avrebbe potuto trasformarsi in una catastrofe ambientale; stando alle prime stime ufficiali, l’incendio ha comunque distrutto una superficie superiore ai tremila metri quadrati di sterpaglie e vegetazione bassa. Nonostante la violenza delle fiamme e la loro pericolosa prossimità agli impianti, i ripetitori televisivi non hanno riportato alcun danno funzionale, un risultato che testimonia l’efficacia del dispositivo di sicurezza messo in campo.
Accertamenti in corso dei carabinieri
Le operazioni di spegnimento si sono protratte per diverse ore, con i volontari che si sono successivamente concentrati nell’eliminazione dei focolai residui e nella bonifica dell’area interessata, per scongiurare il pericolo di riaccensioni durante la notte. Sul luogo dell’evento sono intervenuti anche i carabinieri, i quali hanno avviato i primi accertamenti per chiarire la dinamica esatta dell’accaduto; al momento, le cause che hanno innescato la combustione restano ancora in fase di accertamento, senza che siano state fornite indicazioni definitive sulla loro natura colposa o dolosa. Resta, sullo sfondo, la consapevolezza della vulnerabilità di queste aree a ridosso della città, dove la presenza di infrastrutture tecnologiche si intreccia pericolosamente con la fragilità del patrimonio boschivo.




