Sigarette più care di un euro, la Ue punta sulle accise per finanziare il bilancio
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Redazione Interno
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La Commissione europea, che il 16 luglio presenterà la bozza di bilancio per il periodo 2028-2035, ha inserito tra le misure più discusse un aumento delle accise sul tabacco. Un pacchetto di sigarette potrebbe costare almeno un euro in più, con introiti stimati in 15 miliardi che, per la prima volta, non verranno destinati agli Stati membri ma confluiranno direttamente nelle casse dell’Unione.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, scoraggiare il consumo di prodotti dannosi per la salute; dall’altro, reperire risorse per finanziare il piano Next Generation EU. Ma la proposta, già definita «scellerata» dall’Unione italiana tabaccai (Uit), rischia di innescare un effetto contrario. Secondo l’associazione, l’aumento favorirebbe il mercato nero, già fiorente in alcuni Paesi, e metterebbe in difficoltà migliaia di esercizi commerciali.
«Così si danneggiano gli stessi Stati membri», ha sottolineato l’Uit, evidenziando come il contrabbando, che prospera quando i prezzi lievitano, sottragga già oggi ingenti somme alle casse pubbliche. Sebbene Bruxelles punti a razionalizzare il sistema fiscale comunitario, i tabaccari temono che l’iniziativa, senza un coordinamento con le politiche nazionali, finisca per aggravare le disparità tra i Paesi dove il prezzo delle sigarette è già elevato e quelli in cui, invece, rimane più accessibile.




