Crisi idrica in Sicilia, Musumeci e Regione a confronto
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Redazione Interno
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La crisi idrica in Sicilia, ormai una realtà drammatica, è al centro di un acceso dibattito tra il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, e il governo regionale. Durante il question time alla Camera dei deputati, Musumeci ha sottolineato come la situazione sia aggravata da ritardi pluridecennali nella programmazione e manutenzione delle infrastrutture idriche. Il ministro ha richiamato l'attenzione sulle riunioni tenutesi il 30 settembre, durante le quali è stata esaminata una bozza di piano per ulteriori misure, che la Regione ha chiesto di finanziare con risorse statali. Tuttavia, Musumeci ha evidenziato che il piano non è ancora stato restituito dal commissario delegato all'emergenza idrica, Renato Schifani.
Nel frattempo, la situazione degli invasi continua a peggiorare: l'ultima rilevazione dell'Autorità di bacino dell'Isola mostra un ulteriore calo del livello dell'acqua, con soli 55 milioni di metri cubi ancora disponibili per scopi idropotabili. Le piogge, sempre più rare, non lasciano speranze di un recupero a breve termine.
A Caltanissetta, la situazione è particolarmente critica. Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera, ha annunciato su X che l'amministrazione locale intende installare 12 silos in altrettanti punti della città per fronteggiare l'emergenza. Questi silos permetteranno ai cittadini di riempire bidoni e altri recipienti con un massimo di 100 litri d'acqua ciascuno. Faraone ha descritto la situazione come un collasso, con turnazioni dell'acqua ogni sei giorni, e ha criticato duramente l'inazione dei governi.
La crisi idrica in Sicilia, dunque, non mostra segni di miglioramento.




