Ucraina, l'uso delle armi in Russia divide il Parlamento europeo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che consente l'uso delle armi fornite all'Ucraina anche per colpire obiettivi militari legittimi in territorio russo. La decisione ha provocato una spaccatura tra i gruppi politici, con 425 voti favorevoli, 131 contrari e 63 astenuti. La risoluzione, che segue una simile approvata a luglio, ha visto il sostegno di alcuni membri del Partito Democratico (Pd), mentre altri si sono opposti.
Tra i contrari all'articolo 8 della risoluzione, che alleggerisce le restrizioni sull'uso delle armi in Russia, ci sono Camilla Laureti, Annalisa Corrado, Alessandro Zan e Sandro Ruotolo, tutti vicini alla segretaria Elly Schlein. Anche il capodelegazione Nicola Zingaretti, Antonio Decaro, Matteo Ricci e Brando Benifei hanno votato contro. Dall'altra parte, Pina Picierno e Elisabetta Gualmini hanno sostenuto la risoluzione.
La maggioranza Meloni si è spaccata su questo tema, con Fratelli d'Italia (Fdi) e Lega che hanno votato contro, mentre Forza Italia ha sostenuto la risoluzione. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato che Forza Italia ha votato no, sottolineando la necessità di mantenere una posizione coerente con la politica estera del governo.
La risoluzione approvata a Strasburgo riflette le crescenti tensioni tra l'Unione Europea e la Russia, con richieste di sanzioni più severe contro Mosca e i suoi alleati.




