Il voto del Parlamento europeo sulle armi all'Ucraina divide la politica italiana
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Redazione Esteri
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Il Parlamento europeo ha recentemente approvato una risoluzione che invita gli Stati membri a consentire all'Ucraina di utilizzare le armi fornite dall'Europa anche contro obiettivi militari in territorio russo. Questo voto ha creato una spaccatura tra i parlamentari italiani, con quasi tutti i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Forza Italia (con l’eccezione di Massimiliano Salini), Lega, 5 Stelle e Avs che hanno votato contro l'articolo 8 della risoluzione.
La risoluzione, scritta da socialisti e popolari, ha visto una divisione anche all'interno del Partito Democratico. Alessandra Moretti, eurodeputata dem di area riformista, ha spiegato che la risoluzione conteneva una novità importante, sollecitando l'Unione Europea a un'iniziativa diplomatica per una pace duratura e giusta per il popolo ucraino. Tuttavia, la votazione ha evidenziato divergenze tra i membri del partito, con alcuni che hanno sostenuto l'Ucraina e altri che si sono opposti.
La spaccatura è emersa chiaramente quando Alessandra Bertolotti, vicesegretaria del Pd Bergamasco, ha attaccato l'eurodeputato Giorgio Gori per il suo voto a sostegno dell'Ucraina. Bertolotti ha criticato Gori per non essere in linea con la posizione del partito, sottolineando che il voto ha creato tensioni all'interno del Pd.
Carlo Calenda, leader di Azione, ha attaccato duramente la decisione di non consentire all'Ucraina di difendersi colpendo obiettivi militari legittimi in Russia




