Il Napoli si ferma sul più bello: il Bologna vince al Maradona e allontana la festa Champions
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Redazione Sport
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Il posticipo della terz’ultima giornata di Serie A, quello che avrebbe potuto consegnare nelle mani degli uomini di Conte il pass per la prossima Champions League, si è trasformato in una serata amara per i quasi cinquantacinquemila del Maradona. La sconfitta per 3-2 contro un Bologna cinico e spietato – capace di sfruttare ogni sbavatura difensiva – ha costretto i campani a rimandare l’aritmetica certezza della qualificazione alla massima competizione europea, gettando un’ombra lunga sulla volata finale. Se a ciò si aggiunge il susseguirsi di risultati favorevoli per Roma, Como e Juventus, ecco che il distacco tra la seconda e la sesta piazza, ridotto a soli cinque punti, trasforma ogni prossimo novanta minuti in una potenziale trappola.
Bernardeschi, Orsolini e Rowe: il tris che spezza l’equilibrio
La partita, a dirla tutta, era iniziata sotto i peggiori auspici per gli azzurri: al decimo minuto Bernardeschi aveva infilato Milinkovic-Savic con un diagonale secco, e poco dopo la mezz’ora Orsolini aveva trasformato un rigore – concesso per un contatto dubbio in area – portando il punteggio sullo 0. Il gol del capitano Di Lorenzo, rientrato a cento giorni dall’infortunio e abile a insaccare allo scadere del primo tempo, aveva riaperto i giochi. Nella ripresa, poi, Alisson aveva firmato il momentaneo pareggio, facendo illudere l’intero stadio. Ma quando tutto sembrava indirizzato verso un pirotecnico 2-2, ecco la doccia gelata: al novantunesimo Rowe ha raccolto una respinta corta del portiere serbo, già criticato per l’intervento non impeccabile sul tiro cross di Miranda, e ha depositato il pallone alle spalle della difesa scomposta. Un finale crudele, ma perfettamente in linea con l’andamento di una sfida che il Bologna ha meritato di vincere per concretezza.
Milinkovic-Savic sotto accusa: i voti dei quotidiani non perdonano
Tra le pagelle della domenica sportiva, il nome che ricorre più spesso accompagnato da giudizi severi è proprio quello del portiere serbo. La Gazzetta dello Sport gli ha assegnato un 5,5, sottolineando come l’estremo difensore avesse intuito la traiettoria del rigore di Orsolini senza però riuscire a fermarlo, e come sul decisivo tiro cross di Miranda avesse potuto fare molto di più, respingendo il cuoio nel cuore dell’area invece di allontanarlo lateralmente. I quotidiani locali, dal Mattino a Tuttosport, non sono stati più teneri: unanime la lettura secondo cui l’ex Lazio, nonostante qualche intervento pregevole, abbia pagato a caro prezzo incertezze che in un match dal peso specifico simile diventano imperdonabili. A nulla è valsa la generosità della retroguardia partenopea nel tentativo di rimontare due gol di svantaggio.
La classifica si compatta: combinazioni e calcoli nel finale di stagione
Con questo risultato, la lotta per i primi quattro posti si è fatta ancora più avvincente. La seconda dista ormai appena cinque lunghezze dalla sesta, e il passo falso del Napoli – unito a quelli del Milan – ha permesso a Roma, Como e Juventus di accorciare ulteriormente il divario. Per Conte e i suoi la matematica qualificazione passa adesso attraverso gli ultimi due impegni, senza più margine di errore. Il Bologna, dal canto suo, si è momentaneamente insediato all’ottavo posto, consolidando un’annata di grande spessore tecnico. La festa Champions, insomma, è solo rinviata. Ma con un margine ridotto all’osso, ogni distrazione potrebbe trasformarsi in un addio doloroso.




