Abruzzo flagellato dal maltempo: ancora allerta rossa, resta alta l’attenzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Abruzzo, già duramente provato dalle ultime ore di piogge torrenziali e venti forti, si prepara ad affrontare un’altra giornata di criticità estrema. La Protezione civile, nel nuovo avviso meteo diramato nelle prime ore del mattino, ha confermato il mantenimento dell’allerta rossa per il Teramano e l’area del Vastese, dove i livelli dei corsi d’acqua restano monitorati costantemente. Per le restanti zone abruzzesi, l’allerta è stata classificata come arancione, mentre in Marsica scende a gialla. Solo a partire da domani, stando alle proiezioni dei modelli previsionali, si potrebbero intravedere i primi, parziali miglioramenti. Nel frattempo, però, le precipitazioni – da sparse a diffuse, con rovesci e temporali anche di forte intensità – interesseranno un’ampia fetta del centro-sud: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e i settori settentrionali della Sicilia sono tutti sotto la lente degli operatori di protezione civile.

Puglia, soccorsi oltre cinquanta automobilisti e quaranta persone isolate

L’allerta rossa, va ricordato, non riguarda soltanto l’Abruzzo ma anche Molise e Puglia, dove la situazione è parzialmente degenerata già nelle scorse ore. In Puglia, i vigili del fuoco hanno tratto in salvo oltre cinquanta automobilisti rimasti intrappolati dalle acque all’improvviso esondate; una quarantina di persone, queste bloccate in masserie e casolari disseminati nella campagna foggiana, sono state messe in sicurezza dopo ore di apprensione. Gli interventi, decine e decine, si sono concentrati su strade allagate, scantinati invasi dall’acqua e abitazioni finite sott’acqua. Il punto più critico resta la borgata Incoronata, situata a una decina di chilometri dal capoluogo dauno: qui il torrente Cervaro è straripato, allagando ampie zone agricole e alcune strade di accesso alle abitazioni. Nessuna vittima, per il momento, ma la conta dei danni – soprattutto tra aziende agricole e cantine – è destinata a salire.

Neve fino a bassa quota sull’Appennino, accumuli eccezionali e rischio valanghe

Non solo pioggia, però, perché il vortice ciclonico dal marcato connotato invernale sta scaricando anche ingenti quantità di neve. Sull’Appennino centrale e meridionale, si registrano accumuli eccezionali per il periodo: in alcune località oltre i mille metri di altitudine sono caduti finora fino a un metro di neve fresca, e le previsioni indicano un ulteriore carico in arrivo. Proprio questo aumento repentino del manto nevoso, unito alle temperature in lieve risalita previste tra oggi e domani, fa lievitare il rischio valanghe sui versanti più esposti. La neve, va sottolineato, è scesa a quote relativamente basse – in alcuni casi sotto i mille metri – un fenomeno che non si verificava con questa intensità da diverse stagioni. Le autorità raccomandano di evitare qualsiasi spostamento non essenziale lungo le strade appenniniche e di non avventurarsi in aree montane isolate.

Esondazioni e frane in cinque regioni, mareggiata erode la costa marchigiana

Il quadro complessivo, se si allarga lo sguardo a tutto il centro-sud, resta drammatico. Esondazioni, frane e allagamenti hanno messo in ginocchio da ieri cinque regioni: Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Le precipitazioni – a tratti sotto forma di acquazzoni e temporali organizzati – non accennano a esaurirsi, e lungo l’Appennino la neve cade generalmente oltre i mille-quattromilaquattordici? No, oltre i mille-quattrocento metri. Un caso emblematico arriva dalle Marche, e più precisamente da Porto Recanati, in provincia di Macerata. Il forte vento che spira sulla costa sta alimentando una mareggiata violenta: le onde, spinte da raffiche sostenute, stanno erodendo la spiaggia e hanno già causato danni alle strutture balneari, arrivando quasi a lambire la strada litoranea. I vigili del fuoco locali hanno dovuto transennare diversi tratti per evitare che auto o pedoni finissero in acqua. Non si segnalano feriti, ma l’erosione costiera – un problema noto per queste zone – ha subito un’accelerazione preoccupante in poche ore.

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