Delcy Rodriguez chiede a re Carlo III la restituzione dell'oro venezuelano per la ricostruzione
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Redazione Esteri
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La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha ufficialmente richiesto al re Carlo III del Regno Unito la liberazione delle riserve aurifere venezuelane detenute presso la Banca d'Inghilterra. L'obiettivo dichiarato è quello di destinare immediatamente quei fondi, appartenenti al popolo venezuelano, alle operazioni di ricostruzione e soccorso nelle aree devastate dal doppio terremoto che ha colpito il paese il 24 giugno, causando una strage e migliaia di sfollati.
La richiesta formale al sovrano britannico
Nel corso di un incontro con i responsabili dei campi di accoglienza temporanei, la mandataria ha reso noto di aver inviato una missiva al monarca inglese, sollecitando lo sblocco di circa 31 tonnellate d'oro custodite nei caveau della banca centrale britannica. "Ho deciso di inviare una lettera, tra gli altri, al re d'Inghilterra affinché liberino l'oro trattenuto nella Banca d'Inghilterra", ha dichiarato Rodríguez. "Quell'oro è del nostro popolo e deve servire ad affrontare le conseguenze terribili e tragiche di questo doppio terremoto".
La presidente ha inoltre sottolineato che la sua "più grande gioia" sarà quella di poter consegnare una nuova abitazione a ogni famiglia che ha perso la casa a causa della catastrofe naturale.
La strategia diplomatica e finanziaria
La richiesta al sovrano si inserisce in una più ampia strategia di diplomazia finanziaria messa in atto dal governo venezuelano per superare le restrizioni internazionali che limitano la capacità di risposta alla crisi umanitaria.
Parallelamente alla comunicazione con la corona britannica, Rodríguez ha confermato di aver avuto un colloquio con la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, per negoziare la disponibilità di diritti speciali di prelievo precedentemente bloccati, anch'essi finalizzati a finanziare gli interventi urgenti nelle zone colpite dal sisma. La strategia mira a superare gli ostacoli burocratici e legali che da anni impediscono al paese sudamericano di disporre pienamente delle proprie riserve sovrane.
Il bilancio tragico e l'emergenza in corso
A due settimane esatte dalla doppia scossa tellurica che ha martoriato lo stato costiero di La Guaira, il quadro dell'emergenza rimane drammatico. Secondo gli ultimi dati ufficiali, il sisma ha causato 3.811 vittime accertate, oltre 16.740 feriti e ha lasciato più di 17.900 persone senza dimora, mentre si contano 856 edifici danneggiati, di cui 190 completamente crollati.
Numerose organizzazioni internazionali e squadre di medici giapponesi stanno operando sul campo per assistere i feriti e distribuire beni di prima necessità; migliaia di sopravvissuti vivono ancora in rifugi di fortuna, in attesa di soluzioni abitative stabili. In questo contesto, il governo prosegue le attività di rimozione delle macerie e di assistenza sociale, mentre la comunità parrocchiale di Nostra Signora della Candelaria a Caraballeda si è mobilitata trasformando i propri spazi in un centro di raccolta e assistenza medica essenziale per le famiglie colpite.




